Biennio 2020/21: la gestione delle forniture energetiche non sarà più come prima

Si è concluso il 2021 ed è tempo di fare bilanci. In questo articolo, ripercorriamo gli ultimi due anni di mercato elettrico, destinati a cambiare per sempre l’approccio alla gestione delle forniture energetiche.

Il mercato di questi 12 mesi ci ha insegnato che i prezzi dell’energia possono decuplicare il proprio valore. Attività come la scelta della tariffa, la programmazione della spesa, il monitoraggio dei consumi e l’implementazione di attività rivolte all’efficienza energetica non possono più essere improvvisate.

Il mondo è cambiato, e la gestione delle forniture non può più basarsi su “come abbiamo sempre fatto”.

In questa sintesi richiamiamo i principali articoli pubblicati, che testimoniano l’attenzione e la costanza con la quale forniamo indicazioni operative per aiutare i dipendenti pubblici ad orientarsi in un ambito sempre più complesso.

2020. La pandemia spinge i prezzi ai minimi storici

Dodici mesi fa, guardando al 2020, abbiamo pensato ad un anno indimenticabile. L’anno in cui la pandemia ha cambiato il nostro modo di vivere, ma anche l’anno in cui abbiamo visto il costo dell’energia più basso della storia.

Ad inizio 2020 il mercato elettrico toccava nuovi minimi storici, con i mercati spot e a termine che si allineavano, dopo un biennio di prezzi fissi decisamente penalizzanti.

Dopo anni di in cui abbiamo preso in giro le PA con la frase: “la PA fissata per la fissa”, qualcosa stava cambiando. Nell’articolo del 3 febbraio 2020 titolavamo Elettricità, se il prezzo fisso (finalmente) è da valutare.

Erano mesi in cui i consumi e i prezzi erano talmente bassi che l’attenzione principale di chi si occupa di gestione delle forniture energetica era sulle quote fisse in bolletta. Nell’articolo dell’11 maggio 2020 la domanda da porsi era Quanto pesano le quote fisse sulla bolletta elettrica?

Nei primi mesi del 2020, con il mercato elettrico a 30 €/MWh, le quote fisse, ovvero i costi energetici indipendenti dai consumi, rappresentavano mediamente un terzo della bolletta elettrica dei nostri clienti.

I temi trattati nei webinar di quel periodo erano “Meglio fisso o variabile?” (15/04/2020 e 04/06/2020) e “Come ridurre le quote fisse?” (15/05/2020 e 04/06/2020).

Il 2020 sarà ricordato come l’anno in cui il mercato elettrico ha fatto registrare il prezzo medio annuo più basso della storia, appena 38,92 €/MWh.

Dopo i minimi storici, il rimbalzo è stato vigoroso. Nell’articolo del 7 dicembre dal titolo Gas ed energia elettrica alla vigilia dell’uscita dalla pandemia scoprivamo che, dopo i minimi di maggio, eravamo già tornati sui livelli di 12 mesi prima.

Era un dato sorprendente, se pensiamo che erano mesi in cui imperversava la seconda ondata e in cui il Paese si preparava al Natale in lockdown. Per il mercato era già tornata la normalità, ed il prezzo era già sui livelli medi degli anni precedenti, intorno a 50 €/MWh.

Il secondo articolo di dicembre 2020, tornando sul tema Cosa scegliere tra fisso e variabile?, si chiudeva con un paragrafo che parlava di rischio “overshooting” post Covid, ovvero del timore di una reazione eccessiva dei prezzi a seguito del ritorno alla normalità. Ci chiedevamo cosa sarebbe accaduto “quando si potrà dichiarare l’uscita dalla pandemia ed il tanto atteso “liberi tutti” e tutti noi vorremmo fare quello che non abbiamo potuto fare nel 2020”?

2021. La peggiore crisi energetica dal 1973

Nel 2021 abbiamo visto cose che sono andate molto al di là dell’immaginazione. Purtroppo abbiamo scoperto il vero significato della frase “al peggio non c’è mai fine!”. Non solo non siamo usciti dalla pandemia, ma ci ritroviamo con prezzi di energia elettrica decuplicati!

Nell’articolo di maggio 2021 Mercato elettrico verso i massimi del 2018 analizzavamo un mercato che, nel mese di aprile, nel periodo solitamente più tranquillo, si era già portato ai massimi del 2018. Sembrava incredibile che potesse accadere in primavera, dopo appena 12 mesi dai minimi storici. La dinamica rendeva probabile il superamento dei massimi storici, ma non immaginavamo minimamente le proporzioni del DISASTRO che si sarebbe consumato nella seconda parte del 2021.

A settembre 2021 scoppia la peggiore crisi energetica dal 1973. Improvvisamente, abbiamo scoperto che nel mondo non ci sono risorse sufficienti a soddisfare la fame di energia delle economie che si rimettono in marcia nell’era post-Covid.

Nell’articolo del 12 ottobre L’Europa alla canna del gas analizzavamo i principali fattori di una crisi energetica che rivela i limiti di un sistema di approvvigionamento basato su contratti a breve termine e sul funzionamento delle borse. Domanda e offerta di gas subiscono pesantemente le conseguenze delle decisioni di Pechino e Mosca, con le istituzioni europee incapaci di prendere decisioni risolutive.

I mercati energetici si trasformano in un campo di battaglia, nel quale le vittime sono i consumatori di energia. I pesanti effetti sulla bolletta elettrica sono analizzati nell’articolo Disastro mercati energetici. Come cambia la bolletta della PA.

Nonostante gli interventi del Governo sugli oneri passanti, il costo dell’energia cresce vertiginosamente e i contratti indicizzati al PUN pagano un dazio molto pesante.

Il problema delle quote fisse sono un lontano ricordo. La quasi totalità della bolletta è costituita dalla materia prima, che subisce inesorabilmente le conseguenze di mercati energetici impazziti.

Tanti Enti sono costretti a ricorrere a sanguinose variazioni di bilancio per far quadrare i conti. I parametri usati negli anni passati per la programmazione della spesa sono inutilizzabili. La domanda che tutti si pongono “Quanto mettere a bilancio per la spesa energetica nel 2022?” sarà il titolo dei webinar di autunno e ispirerà lo sviluppo di “Programmazione Spesa”, la nuova funzionalità di BenchMonitor che stima il costo dell’energia per l’anno successivo.

L’esplosione della volatilità sui mercati energetici impone maggiore attenzione al monitoraggio e diventa molto più importante la scelta della formula tariffaria.

Se nel 2021 le PA hanno potuto contenere le conseguenze sui bilanci stipulando contratti a prezzo fisso, nel 2022 verrà meno questa ancora di salvezza. Nell’articolo del mese scorso Disastro mercati energetici: ultimo treno per il prezzo fisso? abbiamo commentato il movimento dei prezzi dell’energia elettrica con consegna nei mesi successivi, base di calcolo per il prezzo fisso.

A partire dal 1° gennaio 2022, le PA che vogliono acquistare energia elettrica a prezzo fisso dovranno pagare il doppio rispetto al 2021. Per le forniture di energia elettrica con decorrenza 1° aprile 2022 acquistabile entro il 31 gennaio, il prezzo sale di oltre 100 €/MWh rispetto alla decorrenza 1° marzo 2022.

Se l’anno 2021 è stato l’anno del prezzo fisso, sembra che il 2022 debba essere l’anno del prezzo variabile. Cosa aspettarsi nel 2022? Di questo parleremo nel prossimo articolo.

Per ricevere tutti i contenuti per la gestione delle forniture energetiche nella PA, iscriviti gratuitamente

ISCRIVITI AL SITO

ISCRIVITI AL WEBINAR