Gas ed energia elettrica alla vigilia dell’uscita dalla pandemia

Siamo tornati ai prezzi di 12 mesi fa, ma il quadro è profondamente cambiato. Cosa scegliere tra fisso o variabile? L’approfondimento nella prossima settimana.

Prima che scoppiasse la pandemia, i mercati energetici erano molto deboli. I prezzi di energia elettrica e gas erano in calo da oltre un anno e non si intravedevano segnali di inversione. La pandemia è arrivata nel momento peggiore, quando i prezzi di energia elettrica e gas erano già a ridosso dei minimi storici.

Una delle principali cause del calo dei prezzi del 2019 è costituita dal rallentamento dell’economica cinese, in particolare dal calo della domanda asiatica di gas naturale.

Così come il rallentamento cinese aveva depresso le quotazioni di gas, la ripresa cinese post Covid sembrerebbe rappresentare il principale propellente del mutato scenario di mercato.

La nostra analisi dell’attuale contesto di mercato, alla vigilia della probabile uscita dalla pandemia.

La domanda asiatica spinge i prezzi del gas

Dopo il crollo lineare di tutti i prezzi energetici nel primo trimestre dell’anno, il primo driver di mercato a mostrare segni di ripresa è stato il derivato JKM “Japan Korea Marker”, che ci indica il prezzo del gas sui mercati asiatici. Il JKM è il riferimento della domanda del Nord Asia, dove si concentrano oltre la metà dei consumi mondiali di GNL. Lo consideriamo un ottimo indicatore dello stato di salute dell’economia asiatica, in grado di anticipare i movimenti di prezzo del TTF europeo, parametro che ha un diretto impatto su tutte le nostre bollette del gas.

La dinamica del prezzo nel corso del 2020 è particolarmente interessante.

Ad inizio 2020 il Gas asiatico era reduce da una decisa tendenza ribassista. Il principale fattore depressivo dei prezzi era individuato nell’espansione del Gas Liquido, che poteva essere trasportato facilmente da un capo all’altro del mondo. Tra il 2018 e il 2019, per effetto del rallentamento dell’economia asiatica, da oriente navi cariche di LNG si riversavano nei porti europei contribuendo a deprimere i prezzi del gas nostrano (sul tema Gas ai minimi storici. È giunta l’ora del prezzo fisso?).

A partire da gennaio 2020, dopo l’annuncio dell’identificazione del SARS-CoV-2, le quotazioni del JKM hanno subito un vero e proprio tracollo. La discesa è stata profonda ma rapida, ed è durata meno di un trimestre. A partire dal mese di aprile è iniziata una vera e propria galoppata, che la scorsa settimana ha portato i prezzi su livelli superiori ad inizio anno!

Come spesso accade sui mercati, i fattori esogeni determinano movimenti di prezzo repentini, con successivi aggiustamenti di segno opposto. L’aspetto sorprendente è che l’aggiustamento di prezzo spesso è superiore all’originaria variazione. Quest’ultima considerazione merita particolare attenzione alla vigilia dell’uscita dalla situazione di pandemia.

 

Il prezzo del gas in Italia

Il prezzo del gas in Italia sta avendo analoga dinamica. Sul mercato spot, con consegna il giorno successivo, il prezzo è crollato fino al minimo di 4,50 €cent/smc toccato il 2 giugno, esattamente due mesi dopo il minimo del benchmark asiatico.

A partire dal mese di agosto è iniziata una vera e propria galoppata, che ha portato i prezzi agli attuali 16 €cent/smc.

 

Cosa succede alle bollette del gas della PA

Nelle nostre bollette il prezzo si muove più lentamente.

Il prezzo fisso delle forniture in Convenzione Consip è fissato in base alla media dei derivati con consegna nei 12 mesi successivi. E’ un prezzo legato alle aspettative future di prezzo, che risente solo in misura mediata dei fattori che possono incidere sui prezzi a breve termine.

Nelle Convenzioni Consip il prezzo gas variabile è molto meno variabile di quanto si pensi. Il meccanismo è lo stesso del Mercato di Tutela, con i prezzi che dipendono dal valore dell’indice Pfor, determinato solo 4 volte all’anno in base al valore dei prezzi a termine trimestrali sull’Hub europeo TTF di Amsterdam (per un approfondimento sul Pfor si rimanda all’articolo Consip Gas Naturale 8 e parametro Pfor).

Il Pfor è molto diverso dall’indice PUN utilizzato per la bolletta elettrica, fissato mensilmente in base all’effettivo valore medio dell’energia elettrica registrato nel mese di competenza dei consumi sul mercato all’ingrosso. Il Pfor è infatti ottenuto facendo una media dei derivati con consegna nel trimestre successivo, e rimane invariato per l’intero trimestre.

Nel seguente grafico abbiamo messo insieme il prezzo spot, il Pfor e il parametro per il prezzo fisso Consip. I diversi prezzi si muovono nella stessa direzione, ma con velocità diverse. Nella fase di discesa il prezzo fisso non ha subito le oscillazioni del prezzo spot. Il prezzo fisso non è mai sceso sotto il valore di 11,66 €cent/smc anche quando il prezzo spot si avvicinava a 5 €cent/smc nel mese di maggio. Il vero affare lo ha fatto chi ha consumato gas a prezzo variabile nei mesi di luglio, agosto e settembre, con un Pfor a 6,20 €cent/smc. Peccato che proprio in quei mesi gli impianti di riscaldamento fossero spenti.

Il mercato elettrico

Anche il nostro mercato elettrico ha avuto una dinamica analoga, a conferma della solida correlazione tra i due mercati, nonostante il crescente peso della quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

La salita dei prezzi di energia elettrica e gas ha portato i prezzi su livelli di normalità, a ridosso di 50 €/MWh, vicino al valore medio degli ultimi anni.

Nonostante l’elevata volatilità giornaliera e mensile dei prezzi, guardando al mercato con un orizzonte di 7 anni, scopriamo che le oscillazioni anno su anno sono tutto sommato accettabili. La media annua dei prezzi non si discosta molto dal valore medio di 50,65 €/MWh, e le tendenze rialziste e ribassiste risentono spesso di una elevata stagionalità, con temi speculativi ricorrenti in autunno, e prezzi minimi registrati in primavera.

 

La salita del mercato elettrico degli ultimi mesi ha riportato i prezzi a ridosso dei 50 €/MWh, su un livello leggermente superiore a quanto registrato a novembre dello scorso anno.

Il grafico del PUN, con il confronto dei prezzi anno su anno, mostra una linea rossa del 2020 per la prima volta sopra il prezzo dello scorso anno. Si tratta di un valore elevato? Per essere il mese di novembre, il prezzo è ancora molto basso.

Non dimentichiamo che i prezzi dell’ultimo trimestre dello scorso anno, prima ancora che scoppiasse la pandemia, erano molto bassi. Nonostante la risalita dal minimo di maggio, il mercato è ancora debole. Un valore del PUN in inverno sotto 50 €/MWh si è verificato nella storia del mercato elettrico solo nel suo primo anno di vita (2004) e lo scorso anno.

Cosa scegliere tra fisso o variabile?

Se i prezzi spot sono sugli stessi livelli, è molto diversa la situazione sui prezzi a termine, ed è profondamente cambiato il nostro atteggiamento rispetto alla scelta tra prezzo fisso e prezzo variabile.

La scelta tra prezzo fisso e prezzo variabile sarà il tema che approfondiremo nell’articolo della prossima settimana.

Il tema è stato trattato anche nel webinar dal titolo Meglio fisso o variabile? Analizziamo i mercati energetici, riservato ai dipendenti pubblici che vogliono scegliere consapevolmente la migliore tariffa per la fornitura di energia elettrica e gas del proprio Ente.

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