Disastro mercati energetici. Come cambia la bolletta della PA

Gli indici energetici, negli ultimi mesi, hanno quintuplicato il proprio valore, ed è legittima la preoccupazione dei tecnici

preposti alla programmazione della spesa, che si chiedono: Le somme stanziate per l’energia elettrica saranno sufficienti ad arrivare a fine anno? Quanto stanziare per il prossimo anno?

Si tratta di domande alle quali avevamo già fornito una riposta la scorsa primavera, nel periodo dell’anno in cui sul nostro sito pubblichiamo sempre un approfondimento sulle condizioni della bolletta elettrica. Il 21 giugno titolavamo Energia elettrica: +20% per arrivare a fine anno. La nostra analisi era basata sui prezzi del mercato elettrico di inizio giugno e si parlava di un costo dell’energia elettrica triplicato, sui massimi degli ultimi anni.

Eravamo solo a giugno, con un PUN a 90 e il gas naturale a 30 €cent/smc. Prezzi ormai lontani, che guardiamo dall’alto degli attuali 200 €/MWh di PUN e 100 €cent/smc di GAS.

Se in base ai prezzi di giugno occorreva mediamente una variazione di bilancio del 20%, cosa dovrebbero fare le amministrazioni dopo l’impennata delle ultime settimane?

La “sfera di cristallo” esiste.

Per rispondere, bisognerebbe conoscere i prezzi che si registreranno negli ultimi mesi dell’anno. Il mercato si sgonfierà o continuerà a correre? Qualcuno potrebbe dire: non abbiamo la sfera di cristallo! In realtà, non è proprio così. Una sorta di “sfera di cristallo” esiste, ed è rappresentata dai prezzi futures, ovvero i prezzi che gli operatori si scambiano oggi per l’energia che sarà consegnata nei prossimi mesi. Per fare una stima del costo, non esiste un modo migliore che affidarsi ai prezzi futuri determinati dalle transazioni degli operatori di mercato. Naturalmente, il costo della materia prima della nostra bolletta indicizzata al PUN dipenderà dal prezzo medio che si registrerà ex post sul mercato spot, con consegna il giorno successivo.

Nel grafico seguente, abbiamo riportato il prezzo dell’energia elettrica e gas dei prossimi mesi. Il mercato si aspetta un lungo inverno di prezzi pazzi, con un rientro della crisi energetica con l’arrivo della primavera.

Secondo i prezzi futures del 15 ottobre, dopo la tempesta, i valori dovrebbero stabilizzarsi intorno a 45-50 €/cent per il metro cubo di Gas, e 110-120 euro per il megawattora di energia elettrica.

Cosa succederà alla nostra bolletta elettrica?

Se fosse confermato lo scenario indicato dal mercato, cosa succederà alla nostra bolletta elettrica?

Per rispondere, utilizziamo il nostro solito esempio di una fornitura in bassa tensione con 10 kW di potenza contrattuale ed un consumo su livelli medi di circa 18.000 kWh/anno, in fornitura con la Convenzione Consip vigente a prezzo variabile.

Di seguito, riproponiamo lo stesso grafico di giugno con i prezzi aggiornati ad oggi. Se a giugno la percentuale di variazione della spesa complessiva rispetto all’anno precedente era del 22%, oggi la stima di incremento di spesa raggiunge il 33%.

Se consideriamo che la previsione è stata formulata considerando un PUN intorno ai 220 €/MWh per l’ultimo trimestre 2021, l’aumento è molto pesante ma non è drammatico.

Naturalmente siamo su livelli di spesa mai osservati, ma siamo su livelli tutto sommato ancora gestibili, “appena” 10 €/MWh sopra il costo medio del 2014.

Come è possibile? E’ tutto merito della “tachipirina” del Governo Draghi che, azzerando gli oneri di sistema per l’ultimo trimestre 2021, ha contenuto la febbre da bolletta che sarebbe potuta diventare letale.

La materia prima all’87% della bolletta elettrica!

Ragionando con dati medi trimestrali, possiamo comprendere meglio l’impatto in bolletta dell’aumento degli indici energetici, area verde, e del contenimento degli oneri di sistema, area arancione.

Per il quarto trimestre 2021, la bolletta elettrica raggiunge la vetta dei 256 €/MWh oltre IVA, con un peso della materia prima pari all’87%. Un dato che fa rimpiangere i tempi, non tanto lontani, in cui il problema della bolletta erano le quote fisse. Nel secondo trimestre 2020 il peso della materia prima era di appena il 20% e la domanda che ci ponevamo era Bolletta elettrica: Come ridurre le quote fisse? (Utenti Registrati).

La “tachipirina” del Governo ha agito solo sulle utenze con potenza contrattuale fino a 16,5 kW. I consumatori più energivori devono accontentarsi di oneri di sistema ridotti, ma non azzerati. Continuando con la nostra metafora, possiamo dire che se i piccoli consumatori (POD fino a 16,5 kW) hanno potuto prendere la tachipirina per contenere la febbre della bolletta, gli energivori hanno dovuto accontentarsi di una semplice aspirina.

In ogni caso, si tratta di una situazione insostenibile. I rimedi adottati aiutano ad attenuare i sintomi della malattia, ma non possono certamente rappresentare la cura.

Dalla teoria alla pratica

Come abbiamo potuto esaminare nell’articolo di giugno, la variazione effettiva di spesa non dipende solo dal costo dell’energia elettrica, ma da ulteriori fattori come la variazione dei consumi, la situazione contrattuale, le caratteristiche delle utenze.

Esaminiamo i dati della selezione di Amministrazioni Comunali attive con il servizio BenchMonitor, per le quali lo scorso giugno avevamo effettuato una proiezione di spesa per il 2021. Effettuando lo stesso calcolo con la funzionalità “Analisi Capitoli” di BenchMonitor, possiamo osservare che l’incremento medio di costo per l’energia elettrica è passato dal 16 al 31%. Ad aggravare la situazione, ha contribuito anche un incremento dei consumi del 5,26%, inevitabile se pensiamo che il confronto è fatto con il 2020 con diversi mesi in lock-down.

Nel contesto generalizzato di aumenti, possiamo osservare dati molto diversi tra loro con punte di aumento che arrivano a toccare il 50%.

La domanda che sorge spontanea è: i consumatori hanno le risorse finanziarie per far fronte agli aumenti?

Le imprese che potranno permetterselo, scaricheranno gli aumenti sui prezzi, con prevedibili conseguenze sull’inflazione e sulle prospettive di crescita economica. Le PA dovranno ricorrere a sostanziose variazioni di bilancio, e dovranno capire dove troveranno le risorse e quali saranno gli stanziamenti di bilancio definitivi per l’energia elettrica e gas per l’anno corrente.

Quanto mettere a bilancio per la spesa energetica nel 2022?

Se è difficile quantificare la spesa del 2021, figuriamoci quanto possa essere complicato ragionare per il prossimo anno. Cosa accadrà agli indici energetici? Il Governo potrà intervenire con una medicina ancora più potente di quella utilizzata nel 2021? Come conciliare volatilità dei prezzi con programmazione della spesa?

Mai come quest’anno, programmare la spesa energetica per l’anno successivo risulta un esercizio complicato. Purtroppo, anche se difficile, un numero sul bilancio 2022 va indicato. Per aiutare i funzionari pubblici impegnati nella formulazione delle previsioni di spesa per il 2022, abbiamo organizzato il webinar Quanto mettere a bilancio per la spesa energetica del 2022?

Nel corso del Webinar presenteremo la nuova funzionalità di BenchMonitor “Previsione spesa”, che consente di monitorare il costo atteso per il prossimo anno e la congruità degli stanziamenti effettuati, senza l’inserimento di dati da parte dell’utente!

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