Consip Gas 14. L’analisi dei prezzi

Gli spread più bassi degli ultimi anni per la Convenzione Consip GAS14, con offerte presentate prima della crisi.

Dall’11 marzo sono attivi tutti i lotti della Convenzione Consip Gas Naturale 14 (GN14), il contratto con il quale le Pubbliche Amministrazioni potranno acquistare Gas Naturale per i prossimi 12 mesi.

Le analogie con i prezzi dell’elettrico

Analizzando i prezzi della Convenzione Consip per la fornitura di gas, troviamo diverse analogie con l’analisi effettuata per la Convenzione EE19 (Analisi dei prezzi Consip Energia Elettrica 19). Come accaduto per l’elettrico, gli spread risultano in decisa contrazione. Anche in questo caso, va evidenziato che i prezzi pubblicati oggi sono stati offerti dagli operatori nella scorsa estate, quando nessuno immaginava il disastro che si sarebbe compiuto nei mesi successivi. Anche per il gas c’è da chiedersi: gli operatori avrebbero praticato questi prezzi se avessero saputo che ci sarebbe stata una volatilità degli indici di riferimento così elevata? Nessuno poteva immaginare che l’indice TTF, al quale sono legati i valori dei corrispettivi, si sarebbe potuto muovere con un range giornaliero dai 10 ai 50 €/MWh, facendo registrare movimenti di prezzo che normalmente si registrano in anni di contrattazione. Gli operatori non potevano sapere che i lotti sarebbero stati attivati nel pieno di una crisi energetica, durante la quale sarebbero stati messi in dubbio i contratti con Gazprom. Gli operatori aggiudicatari dove prenderanno il gas da consegnare alle PA nel prossimo anno termico? A quale prezzo?

La concorrenza abbassa i prezzi

Nell’articolo dello scorso novembre (Consip Gas Naturale 14, l’Italia è divisa in 4), avevamo evidenziato il cambio del fornitore tra la GAS13 e la GAS14 lungo tutto lo stivale, ad eccezione di Lombardia e regioni nord orientali.

La vivacità della gara ci aveva indotto a credere che i prezzi della GAS14 sarebbero stati più bassi.

Analizzando i prezzi pubblicati la scorsa settimana, possiamo affermare che le aspettative non sono state deluse. Gli spread risultano in deciso calo. Il valore medio degli spread sui contratti a prezzo variabile, indicizzati all’indice Pfor, si attesta a 5 centesimi di euro al metro cubo (in calo di 1,29 €cent/smc), il livello più basso degli ultimi 5 anni. Il calo degli spread interessa anche i contratti a prezzo fisso, con un valore medio di 5,25 €cent/smc (-1,16 €cent/smc).

I cali più marcati si registrano proprio nei lotti interessati dal cambio gestore. Il calo maggiore degli spread si registra nei territori interessati da “sconfitte casalinghe”. AGSM vince in Toscana, a casa di Estra, con un taglio dello spread sul lotto variabile di 2 €cent/smc. Dolomiti espugna l’Emilia Romagna di Hera Comm, con un taglio di 2,38 €cent/smc sulla tariffa fissa.

A sorpresa, il Lotto territoriale con la tariffa variabile più bassa è il Lotto 10 Puglia e Basilicata con 4,50 €cent/smc, un valore analogo al Lotto Italia riservato alle PA energivore con una presenza su almeno 4 diverse regioni.

Va infine considerata la possibilità di beneficiare dello “Sconto PA Virtuosa” in caso di addebito sul conto corrente o impegno a pagare prima della scadenza. A sorpresa, lo spread scontato più basso d’Italia si registra nel Lotto del Lazio, con un valore netto di 3,37 €cent/smc.

In tempi di crisi energetica lo spread è irrilevante

In questo articolo abbiamo approfondito i prezzi offerti dagli operatori per aggiudicarsi la gara. E’ opportuno ricordare che il valore dello spread è un minima parte del costo della componente energia. Se fino a 18 mesi fa, con un valore medio della materia prima a 20 €cent/smc, uno spread di 5 poteva avere il suo impatto in bolletta, oggi non è più così. Mentre scriviamo, il costo del gas è scambiato sul mercato spot su valori superiori ad 1 euro al metro cubo, dopo aver superato 2 euro a inizio mese.

Con un costo del gas così elevato, il valore dello spread risulta irrilevante. Come per l’elettrico, risulta fondamentale la scelta tra prezzo fisso e prezzo variabile. Ancora più importante sarà implementare iniziative rivolte al contenimento dei consumi.

La crisi energetica ci ha insegnato che il gas è una risorsa molto preziosa. Non possiamo più permetterci di sprecarla o gestirla con superficialità come abbiamo fatto fino ad oggi.

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