Riforma tariffe elettriche: nel 2016 scendono gli oneri di rete

Evoluzione Costo oneri rete 2016 Con la riforma delle tariffe elettriche in vigore dal 1° gennaio si registra una sensibile riduzione degli oneri di rete che sembra essere strutturale. Come varierarà il costo dell’energia elettrica per la PA? Nell’articolo, un approfondimento sulla composizione storica del costo della bolletta.

Il 2016 rappresenta un anno di svolta per il sistema elettrico: inizia un nuovo periodo regolatorio (2016-2022), che darà attuazione alla direttiva europea 27/2012 sull’efficienza energetica, recepita in Italia dal decreto legislativo n. 102/14. Un primo risultato tangibile lo troviamo nella riduzione dei costi degli oneri di sistema, che nel primo trimestre 2016 registra una sensibile riduzione.

Sono subito percepibili i risultati della riforma delle tariffe avviata con la delibera 582/2015 dello scorso dicembre. Nelle prossime settimane, pubblicheremo vari approfondimenti su un tema per noi tanto importante. In questo articolo proviamo a misurarne l’effetto concreto, simulando il costo energetico di una utenza in bassa tensione di 10 kWh, che ha teoricamente la tariffa sempre aggiornata alla Convenzione Consip del momento.

Come è cambiato il costo dell’energia negli ultimi 5 anni per la PA

Lo scorso maggio, abbiamo pubblicato un’analisi sul peso delle diverse componenti della bolletta sul costo complessivo dell’energia elettrica (vedi Come è cambiato il costo dell’energia negli ultimi 5 anni per la PA). Nell’analisi abbiamo evidenziato come, fino al 2014, il costo è rimasto sostanzialmente stabile per effetto dell’azione congiunta di due fenomeni: da un lato è sceso il prezzo dell’energia elettrica, grazie anche a convenzioni Consip ogni anno più vantaggiose, dall’altro è salito il costo degli oneri di rete per effetto dei crescenti costi connessi alle politiche di incentivazione alle fonti rinnovabili.
A distanza di un anno riproponiamo gli stessi grafici osservando un significativo cambiamento di scenario, delineatosi già nel 2015.

 Evoluzione Costo Energia Eletttrica 2016

Evoluzione Costo oneri rete 2016

Nel 2015 il costo dell’energia elettrica è calato sensibilmente per effetto del calo del prezzo del petrolio. Con riferimento alle altre componenti della bolletta elettrica, a maggio del 2015 avevamo parlato di una riduzione come conseguenza del decreto 91/2014 (chiamato in vari modi “decreto taglia bollette”, “decreto spalma incentivi”, ecc…) e ci aspettavamo dunque una stabile riduzione, o comunque un mantenimento delle posizioni, nei tre trimestri successivi.
Purtroppo non è stato così e le componenti di costo per l’incentivazione delle rinnovabili hanno continuato a salire, toccando nuovi massimi negli ultimi tre mesi dello scorso anno.

Il 2016 inizia, come lo scorso anno, con una decisa riduzione degli oneri di rete e ci auguriamo che questa volta il calo sia strutturale.

 

Quanti centesimi per 1 kWh di energia elettrica?

Per rispondere alla domanda ragioniamo in termini di prezzi annui. Di seguito riproponiamo lo stesso grafico dello scorso anno ed è interessante osservare cosa è accaduto nel 2015 a consuntivo rispetto alle stime fatte a maggio 2015.

Nel 2015 il costo medio annuo dell’energia elettrica si conferma sugli stessi livelli previsti a maggio scorso, grazie alla prosecuzione del calo del petrolio che ha compensato gli aumenti degli oneri di rete di cui abbiamo parlato.

Il 2016 vedrà complessivamente un moderato e inevitabile aumento del costo complessivo, conseguenza del “ritorno alla normalità” della componente energia (sul tema Consip EE13: tariffe e variabilità dei prezzi in aumento), che salirà in base agli attuali livelli del PUN a circa 4,57.
La vera notizia è rappresentato dal netto calo degli oneri di trasporto e di distribuzione, che attenueranno di molto l’effetto dell’aumento del costo della componente energia.

Composizione cent costo energia elettrica 2016

Il peso % delle diverse componenti

L’analisi del peso percentuale delle diverse componenti della bolletta evidenzia ancora meglio il fenomeno osservato. Il peso della componente energia, che nel nostro esempio nel 2015 è stato del 22%, si riporta a circa il 25%. Anche se in salita rimane quindi su livelli estremamente contenuti. Praticamente variazioni di costo sulla componente energia incidono solo per ¼ sul costo complessivo della bolletta.

In altri termini, il 75% del prezzo della bolletta non è deciso dal mercato, ma dall’AEEGSI e dall’Erario e questo senza tener conto dell’IVA che come noto si applica su tutto l’imponibile al lordo delle accise!
Dal punto di vista del fornitore la situazione è drammatica. Su 100 euro di imponibile, solo 25 rappresentano ricavi con i quali coprire i costi della materia prima, i costi di struttura e, nella migliore delle ipotesi, la remunerazione del capitale investito. Purtroppo, a fronte del ricavo di 25 resta l’esposizione di 100 nei confronti del cliente moroso!
Dal punto di vista del consumatore, poter sperare in riduzioni di costo potendo contrattare solo sul 25% del prezzo complessivo significa di fatto una mancata liberalizzazione dello stesso. Potremmo dire che in Italia il mercato elettrico è liberalizzato solo al 25%! Se lo sforzo di una riduzione tariffaria può incidere solo su un quarto del costo dell’energia, è fisiologico che i consumatori non siano incentivati a trovarsi le offerte migliori, favorendo in questo modo il perdurare di un mercato inefficiente dove gli unici soggetti avvantaggiati sono i detentori delle posizioni dominanti.
L’unica via possibile per sperare di ottenere concreti risultati resta quindi quella della riduzione dei consumi, che ha il vantaggio di coniugare il risparmio economico con la tutela dell’ambiente.
Da dove partire? La risposta è semplice: da BenchMonitor!