Pubblicata la gara Consip Energia Elettrica 20: il prezzo fisso non c’è più!

La scorsa settimana è stata indetta la Gara Consip EE20, con la quale saranno individuati gli operatori ai quali le PA dovranno rivolgersi per acquistare energia elettrica nel 2023.

La gara è stata scritta nei giorni più difficili della storia del mercato energetico. Una crisi che sta avendo pesanti ripercussioni sull’intero comparto, compresa la vigente EE19. A causa dell’elevata volatilità dei mercati energetici dal 25 marzo, è stata sospesa la possibilità di acquistare energia elettrica e gas a prezzo fisso. (Convenzioni Consip energia elettrica e gas: sospesi i prezzi fissi)

Nella situazione di carenza di energia, in un contesto dove si parla apertamente di razionamenti, sarà interessante osservare il livello di partecipazione da parte degli operatori, chiamati a presentare le offerte entro il 22 luglio.

La prima gara dallo scoppio della crisi

La gara EE20 è la prima gara Consip per l’acquisto di energia elettrica dopo lo scoppio della crisi, che possiamo datare settembre 2021. Prima di allora, nessuno immaginava che i prezzi energetici potessero muoversi con la velocità osservata in questi mesi. Una volatilità con la quale siamo destinati a convivere e che, considerati i tempi tecnici delle gare pubbliche, rende impossibile per i fornitori garantire il prezzo fisso.

Altro pezzo mancante alla gara EE20 è l’articolo variabile a 24 mesi. Anche in questo caso, è condivisibile la scelta di Consip. Con la situazione attuale, in cui un giorno si osservano movimenti ai prezzi che in tempi normali richiederebbero anni, 24 mesi di durata contrattuale sono una eternità. Il massimo orizzonte temporale che possiamo concederci è di 12 mesi. Vediamo come andrà il prossimo inverno, e poi valuteremo se ci saranno le condizioni per arricchire le future Convenzioni con nuove opzioni tariffarie. Un dato abbastanza probabile è che il prezzo fisso, così come lo abbiamo conosciuto, non tornerà più. Le amministrazioni che attendono speranzose il termine dei 180 di sospensione del prezzo fisso per la vigente EE19 dovrebbero farsene una ragione, e rassegnarsi al prezzo variabile disponibile.

Volumi di energia ancora in crescita

Nonostante la crisi, ancora una volta i quantitativi messi a gara sono in leggera crescita.

Analizzando il dato disaggregato per Lotti, scopriamo che il quantitativo scende soprattutto in Toscana e Emilia Romagna, dove sono attive le Centrali di Committenza regionali. In deciso rialzo il quantitativo di energia riservato al lotto Puglia e Basilicata, aumentato del 50%

Tra le novità della Convenzione EE20 troviamo un meccanismo di adeguamento automatico dei quantitativi in funzione dell’effettivo utilizzo della Convenzione da parte delle Amministrazioni contraenti.

Il meccanismo introdotto rende ancora più remota la possibilità che si possa verificare un esaurimento dei quantitativi. Vale la pena rammentare che nella storia delle Convenzioni l’esaurimento dei quantitativi si è verificato in casi eccezionali, per brevissimi periodi. Non può in nessun caso essere una motivazione valida per derogare all’obbligo in capo alle PA di utilizzare le Convenzioni Consip, o delle Centrali di Committenza regionali, per l’acquisto di energia elettrica e gas.

Una conseguenza dell’incremento dei prezzi è l’aumento del valore economico della Convenzione, che passa da 2 a oltre 3 miliardi di euro.

Una crescita determinata da un “effetto inflazione”. Il costo per megawattora è passato da 171 a 260 euro. Una stima basata, come sempre, sul costo medio dell’energia elettrica degli ultimi 12 mesi, che non ha ancora recepito le conseguenze disastrose dell’ultima accelerazione dei prezzi. Mentre scriviamo, il prezzo del derivato Cal-23, che esprime il costo dell’energia elettrica per il 2023, scambia su valori abbondantemente superiori a 350 €/MWh.

Il timore per una gara deserta

Assodato che l’accresciuta volatilità dei prezzi rende il prezzo fisso impossibile da offrire, va considerato che anche il PUN ha i suoi limiti nell’esprimere correttamente il costo dell’energia elettrica all’ingrosso sostenuto dai fornitori. Essendo un prezzo medio mensile, non è detto che sia in grado di remunerare adeguatamente il fornitore che fornisce l’energia per tutte le ore del mese di riferimento. I rischi di mercato sono dunque presenti anche in caso di contratto a prezzo variabile indicizzato al PUN mensile. Un fatto diventato evidente dopo lo scoppio della crisi.

Se aumentano i rischi, aumenteranno inevitabilmente anche i margini pretesi dagli operatori per coprirsi dai rischi di mercato. Ciò premesso, c’è da aspettarsi un livello degli spread in deciso aumento rispetto ai livelli ai quali eravamo abituati quando il costo di 1 megawattora veleggiava intorno a 50 euro. Se il prezzo dell’energia è aumentato di 8 volte, aumenteranno di 8 volte anche gli spread?

Nel frattempo la base d’asta della Convenzione EE20 è stata aumentata da 10 a 12 €/MWh. Saranno sufficienti? Lo scopriremo il 22 luglio, quando perverranno le offerte degli operatori interessati a fornire energia elettrica alle Pubbliche Amministrazioni nel 2023.

Offerte che saranno presentate nel peggiore momento possibile: nei giorni in cui il gasdotto Nord Stream chiude per manutenzione, con il timore di Bruxelles che, dietro la manutenzione, ci possa essere un blocco ben più ampio. Il 20 luglio, due giorni prima del termine per la presentazione delle offerte, Ursula Von Der Leyen, che di recente ha lanciato l’allerta dichiarando “che dobbiamo prepararci a ulteriori interruzioni dell’approvvigionamento di gas, anche a un taglio completo dalla Russia“, svelerà il suo piano di emergenza. Ci auguriamo che saprà dare quell’iniezione di fiducia che finora è mancata.

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