GALA non ce la fa. Molte PA verso la Salvaguardia

gala logoDal 18 luglio ’17 migliaia di clienti serviti da Gala passeranno al mercato di ultima Istanza. Le conseguenze per le PA e quali opzioni possibili?

Gala Spa, peratore del mercato elettrico con un’importante presenza nel settore Pubblico, si avvia verso il fallimento. L’ultima tappa di una complessa vicenda giudiziaria si è conclusa con l’esito dell’udienza del 12 luglio del Tribunale di Roma, che ha respinto i reclami di Gala contro la risoluzione del contratto di trasporto, chiesta da e-distribuzione il 24 giugno 2017. La risoluzione di e-distribuzione (ex Enel Distribuzione) segue le risoluzioni contrattuali di altri distributori: Unareti (gruppo A2A), Inrete (gruppo Hera), Areti (gruppo Acea) e Italgas SpA.

Cosa significa? Se un venditore di energia non ha un contratto di trasporto con un distributore, non può lavorare. Dal 18 luglio migliaia di utenze servite da Gala, se non sono nel frattempo passate ad un altro operatore, saranno servite in regime di ultima istanza, così come annunciato da una nota di Acquirente Unico trasmessa a tutti i clienti finali di Gala.

Cosa è successo

Si tratta probabilmente del rapido epilogo di una situazione precipitata nel 2017, con la richiesta di concordato preventivo “con riserva”, anche a seguito delle forti perdite registrate nei primi due mesi del 2017. Da qualche mese Gala si era resa inadempiente nei confronti dei distributori, avviando nel contempo un contenzioso in merito agli oneri di sistema. In sintesi, nel nostro sistema elettrico il venditore garantisce il pagamento degli oneri di sistema anche se il cliente finale non paga. Se i clienti che non pagano aumentano, la Società di vendita vede prosciugarsi rapidamente la liquidità. Se il ritardo diventa morosità, le conseguenze negative si ripercuotono sull’equilibrio economico e finanziario.

Probabilmente, unitamente agli aspetti finanziari legati al credito ed alle difficoltà di far fronte agli “oneri passanti”, Gala ha subito le dinamiche anomale del mercato elettrico dello scorso inverno, con il PUN schizzato sui massimi storici da a 70 €/MWh. Gli operatori che comprano l’energia sul mercato a costi variabili, rivendendola in parte a prezzo fisso, hanno subito perdite. Tali perdite non sempre sono coperte da adeguati strumenti di copertura contro il rischio di variazioni avverse del costo dell’energia.

Il combinarsi di tali fattori ha messo le società di vendita, e Gala in modo particolare, in gravi difficoltà finanziarie. I distributori di energia, principali creditori di Gala, al fine di evitare che le difficoltà finanziarie di Gala potessero ripercuotersi sui propri conti, si sono difesi risolvendo i contratti di trasporto.

La conclusione è che i distributori hanno staccano la spina. Non ci sarà nessuna interruzione nell’erogazione dell’energia elettrica, ma i clienti finali passeranno in regime di ultima istanza, che per buona parte della PA significa Salvaguardia. In pratica saranno automaticamente fornite da Enel Energia o da Hera Comm, a seconda della zona geografica di appartenenza.

A causa della situazione che si è determinata, Gala è stata oggetto di pesanti critiche da parte dei distributori e di altri operatori del settore. Per quanto ci riguarda, va dato atto a Gala di essersi comportata in maniera molto corretta con le amministrazioni da noi seguite e di essersi distinta per disponibilità e trasparenza, specie nella fatturazione. 

Le conseguenze della Salvaguardia

Sul tema della Salvaguardia abbiamo pubblicato numerosi contributi. Per un quadro generale sui prezzi di Salvaguardia rimandiamo a Salvaguardia 2017/18: Enel e Hera si scambiano i lotti e le tariffe scendono.

Per conoscere la tariffa applicabile, è possibile utilizzare il nostro strumento gratuito di verifica tariffe Click & Check, alla pagina Tariffe Energia Elettrica PA.

Le conseguenze economiche sono diverse a seconda della regione di appartenenza. Le amministrazioni che probabilmente osserveranno il maggiore incremento sono rappresentate dai Comuni del Lazio in fornitura con Consip EE14, dove Gala ha offerto per la Pubblica Illuminazione uno spread negativo di -20 €/MWh! Infatti, le amministrazioni comunali con una prevalenza dei consumi per il servizio di pubblica illuminazione nel mese di giugno avrebbero pagato per l’energia prelevata nelle ore notturne un costo di 22,62 €/MWh. Nello stesso mese, applicando la tariffa di Salvaguardia, il costo sarebbe stato di 62,51 €/MWh. L’incremento di costo che subiranno sarà di circa 40 €/MWh, pari ad oltre il 20% del costo complessivo per l’energia elettrica. 

Altre conseguenze negative per le PA coinvolte saranno rappresentate:

  • dalla possibilità che le somme stanziate in bilancio non siano sufficiente per coprire la fornitura energetica del 2017;
  • dai tempi di fatturazione degli esercenti la Salvaguardia. E’ prevedibile che si registreranno ritardi nella fatturazione, vista la mole di switch che saranno effettuati in un intervallo di tempo ristretto con le anagrafiche dei distributori e del SII non sempre allineate.
  • Dalle modalità di fatturazione. Ad esempio, è noto che Enel Energia non è attrezzata per effettuare la fatturazione aggregata. In pratica amministrazioni con centinaia di utenze, abituate a pagare un’unica fattura riferita a tutte le forniture, riceveranno di colpo centinaia di fatture elettroniche. Probabilmente, per molte piccole amministrazioni sarà quello il momento in cui si prenderà coscienza che Gala non è più il loro fornitore…

Come limitare i danni

In teoria, la soluzione è molto semplice: trovare un nuovo fornitore. La cosa può avvenire anche in tempi brevi. Infatti, la regolazione dell’AEEGsi prevede che il passaggio al nuovo fornitore possa avvenire in pochi giorni (Delibera 487/2015/R/eel).
Purtroppo i soggetti pubblici in questi casi si trovano a dover conciliare tempi rapidi, Codice degli Appalti e obblighi della Spending Review, che impone l’acquisto attraverso Consip o Centrali di Committenza (dell’art. 1, comma 7, legge 135/2012).
La situazione è particolarmente grave delle regioni dove Gala era il fornitore della Convenzione Consip Vigente EE14: Valle D’Aosta e Piemonte (Lotto 1), Friuli e Veneto (Lotto 4) e il Lazio (Lotto 6).

Probabilmente nei prossimi giorni Consip indicherà la via d’uscita. Al momento è noto che Consip ha avviato il procedimento per la risoluzione delle Convenzione nei Lotti 1, 4 e 6. Così come riportato nei comunicati “Consip sta valutando tutti gli interventi possibili ai sensi della normativa applicabile, ivi compreso l’interpello contrattualmente previsto, con la finalità di rendere disponibile nel più breve tempo possibile una convenzione alternativa, nel caso dovesse essere risolta quella in oggetto“.

Purtroppo il tempo è tiranno, e le amministrazioni che finiranno in Salvaguardia vedranno il costo dell’energia lievitare senza sapere con certezza quando potranno aderire alla nuova Convenzione Consip.

Le amministrazioni più strutturate si stanno muovendo con procedure autonome, cercando di tagliare i tempi tecnici considerata la situazione di urgenza causata da eventi eccezionali. Nella situazione creatasi ci sono certamente i presupposti per applicare l’art 63 comma 2 lettera c) del D.Lgs 50/2016 e smi, ovvero una procedura negoziata senza preventiva pubblicazione. La norma prevede che, “nella misura strettamente necessaria quando, per ragioni di estrema urgenza derivante da eventi imprevedibili dall’amministrazione aggiudicatrice, i termini per le procedure aperte o per le procedure ristrette o per le procedure competitive con negoziazione non possono essere rispettati. Le circostanze invocate a giustificazione del ricorso alla procedura di cui al presente articolo non devono essere in alcun caso imputabili alle amministrazioni aggiudicatrici.

Le realtà più piccole, in attesa di una nuova convenzione Consip, possono pensare di stipulare contratti ponte con procedure più snelle. In alcuni casi la riduzione della durata contrattuale può contribuire a mantenere il valore contrattuale sotto la soglia dei 40.000 euro.
In ogni caso la situazione è molto delicata e va gestita con la massima attenzione. L’obiettivo prioritario dovrà essere contenere i danni, ovvero ridurre il tempo di permanenza nel regime di Salvaguardia.

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