Accordo Quadro EE1: la soluzione Consip al problema Salvaguardia

min accordo quadro EE1Buone notizie per le PA che non riescono ad accedere alle Convenzioni Consip. Dal 2018 le PA “rifiutate” dal fornitore Consip potranno evitare la Salvaguardia.

Venerdì 15 settembre, Consip ha indetto una procedura di gara per la conclusione di un “Accordo Quadro” per la fornitura di energia elettrica alle amministrazioni che abbiano tentato senza successo di aderire alla Convenzione Consip vigente. In pratica, con l’Accordo Quadro EE1, se un’amministrazione si vedrà rifiutato l’ordinativo per la Convenzione Consip, avrà un’alternativa al servizio di ultima istanza.

Con Consip Accordo Quadro EE1 il fornitore è obbligato ad accettare l’ordinativo di fornitura, anche se sussiste una debitoria pregressa. Inoltre, il fornitore potrà mettere il mora il cliente solo dopo 6 mesi di fornitura.

Perché una nuova Gara per l’Energia Elettrica?

L’obiettivo dello strumento è chiaro e apprezzabile: limitare i danni della Salvaguardia. Nel nostro sito abbiamo in tante occasioni parlato del problema Salvaguardia e del fenomeno del rifiuto degli ordinativi per le PA in ritardo con i pagamenti. La buona notizia per le PA è che dal 2018 si avrà un’alternativa alla Salvaguardia, ma soprattutto, come riportato sul sito acquistinretepa.it, “L’Amministrazione avrà la garanzia che il fornitore non potrà sollevare alcuna eccezione per l’attivazione della fornitura nonché quella di un contratto con prezzi e condizioni trasparenti.“.

Un’opportunità in più, ma anche più responsabilità per le amministrazioni. Non ci saranno più scuse per rimanere fuori Consip e per derogare al rispetto della normativa. E’ prevedibile che dal prossimo anno anche l’atteggiamento di Anac e Corte dei Conti sarà meno accomodante rispetto ad oggi.

Cos’è l’Accordo Quadro

L’Accordo Quadro è uno strumento, previsto dall’art 54 del Codice degli Appalti, che definisce le clausole generali che regolano i contratti da stipulare. Rispetto alle Convenzioni, gli Accordi Quadro sono strumenti che possono prevedere maggiore autonomia contrattuale alle amministrazioni aggiudicatrici. Ad esempio, con lo strumento dell’Accordo Quadro è possibile individuare più operatori economici o permettere la riapertura del confronto competitivo per l’aggiudicazione degli appalti specifici. Esistono dunque diversi tipi di Accordo Quadro, anche in funzione del grado di standardizzazione del bene o servizio oggetto dell’appalto. Nel caso dell’Accordo Quadro EE1, Consip ha fissato regole molto simili alla Convenzione che, nella sostanza, rendono l’Accordo Quadro identico alla Convenzione.

Obbligo di accettazione dell’ordinativo da parte del Fornitore

La principale novità è senza dubbio l’obbligo da parte del fornitore di accettare l’ordinativo. Non ci saranno più eccezioni sollevabili legate alla mancanza di garanzie o a crediti pregressi (sul tema Se la Salvaguardia diventa una trappola). L’unica difficoltà che potranno avere le amministrazioni è legata al problema pratico di produrre un ordine completo in ogni sua parte. In caso di incompletezza o di incongruenza, ad esempio tra i consumi dichiarati nell’ordine e quelli risultanti nell’allegato tecnico, il fornitore può richiedere la trasmissione di un nuovo ordine.

Tariffa variabile a sconto su Salvaguardia

Nessuna differenza con le convenzioni Consip attuali: la durata è di 12 mesi (non prorogabile) e la tariffa è indicizzata al PUN come la tariffa variabile delle Convenzioni Consip vigenti. La novità è che la procedura di gara ha come base le condizioni economiche del servizio di Salvaguardia. Gli operatori economici che partecipano all’Accordo Quadro EE1 devono formulare un’offerta, proponendo uno sconto rispetto al valore del parametro omega previsto per la tariffa del Servizio di Salvaguardia. Per un approfondimento sul parametro omega, e su cos’è il servizio di Salvaguardia, rimandiamo a Le tariffe del Servizio di Salvaguardia dell’Energia Elettrica. Per conoscere le condizioni vigenti del servizio di Salvaguardia, si veda Salvaguardia 2017/18: Enel e Hera si scambiano i lotti e le tariffe scendono. Inoltre le tariffe del Servizio di Salvaguardia sono consultabili con il nostro strumento Tariffe Energetiche PA Click&Check.

Composizione dei Lotti e Basi d’asta

L’Accordo quadro è diviso in 4 lotti geografici, ciascuno di dimensioni più ampie rispetto al Lotto Salvaguardia di riferimento. Nella tabella seguente riportiamo la composizione dei 4 lotti e alcune formazioni che aiutano a ragionare su un paio di aspetti relativi ai volumi e alle basi d’asta.

accordo quadro EE1

Volumi. I lotti sono piuttosto grandi se si pensa che i primi due coprono tutto il nord e centro Italia. Va però tenuto conto che il fenomeno del rifiuto dell’ordine Consip è più diffuso nelle regioni meridionali, dove i tempi di pagamento delle PA sono notoriamente più alti. E’ interessante misurare il rapporto tra i volumi dell’Accordo Quadro EE11 e i corrispondenti volumi messi a gara da Consip per la Convenzione EE15. Tale rapporto è probabilmente un ottimo indicatore del livello di insolvenza e della probabilità di rifiuto dell’ordinativo Consip. Come prevedibile, troviamo grosse differenze tra i lotti. La nostra “probabilità di rifiuto” è pari al 8,73% al Nord, 23,11% al Sud e oltre il 45% al Sud!

Basi d’asta. Come anticipato, gli operatori che parteciperanno alla gara Accordo Quadro EE1 saranno chiamati ad offrire uno sconto rispetto allo Spread del mercato di Salvaguardia, espresso dal parametro omega. Essendo i lotti dell’Accordo Quadro EE1 non coincidenti con i lotti geografici del Servizio di Salvaguardia, risultano leggermente avvantaggiate le regioni, appartenenti allo stesso Lotto 1, con un parametro omega più basso. E’ il caso di Lazio, Molise, Puglia, Basilicata, e Sicilia.

6 mesi di insolvenza prima della messa in mora

Per poter mettere in mora il Cliente, l’aggiudicatario deve avere la pazienza di aspettare 6 mesi di fornitura e dimostrare di non avere incassato nemmeno il 20% dell’imponibile fatturato. Considerando i tempi di emissione e scadenza delle fatture, e i tempi tecnici per la messa in mora e risoluzione, il fornitore deve anticipare ai clienti morosi almeno 8 mesi di fornitura prima di risolvere il contratto.

Chi saranno i coraggiosi operatori?

Considerando che l’Accordo Quadro riguarda i rifiuti della Convenzione, e che gli aggiudicatari rischiano di dover anticipare almeno 8 mesi di fornitura prima di interrompere il rapporto contrattuale con il proprio cliente, è legittimo chiedersi: ci saranno operatori così coraggiosi da partecipare alla gara? In un mercato normale, fatto da venditore e acquirente, verrebbe da rispondere no. Nel mercato elettrico della PA è presente un terzo soggetto che rende possibile il miracolo: il cessionario del credito. I crediti sulle bollette delle PA sono molto appetitosi, perché incorporano un tasso di rendimento, fissato per legge, di almeno l’8%. Rendimento molto interessante se si considera che le PA prima o poi pagano e che il rischio di fallimento/dissesto è certamente più contenuto rispetto al settore privato.

Inoltre, è ormai collaudata la piattaforma di certificazione dei crediti, e le amministrazioni che mandano l’ordinativo per aderire all’Accordo Quadro sono tenute ad “indicare l’avvenuta registrazione o meno alla Piattaforma per la certificazione dei crediti“.

E’ dunque la finanza a rendere possibile il miracolo. Probabilmente, i venditori di energia che operano con la PA fanno più margine con gli interessi passivi che con l’acquisto e vendita di energia.

Grazie alla finanza ci saranno senz’altro operatori che troveranno il “coraggio” di partecipare alla gara. Si tratta di una buona notizia visto che contribuirà certamente ad abbassare il costo della Salvaguardia. Ci auguriamo però che lo sconto sia importante, e che gli aggiudicatari dell’Accordo Quadro siano diversi dagli aggiudicatari della Convenzione Consip e del Servizio di Salvaguardia.

Dal punto di vista delle amministrazioni è necessario prendere coscienza che la finanza è diventata più importante dell’energia. Quando la PA trasmette l’ordinativo di fornitura, solo formalmente sta comprando energia. In realtà la PA sta effettuando una richiesta di finanziamento…tant’è che l’esito della richiesta dipende proprio dalla qualità del credito!

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