lunedì, 16 Marzo, 2026

Energia PA. Perché lo sconto su Consip è impossibile

Energia PA. Perché lo sconto su Consip è impossibile

 Danno erariale certo se l’affidamento è fuori Consip

Sondaggio sulla possibilità di risparmiare energia elettrica e gas con alternative a Consip, 95% sì e 5% no
Secondo te è possibile risparmiare sulla bolletta di energia elettrica e gas cercando condizioni migliori di Consip?

“Secondo te è possibile risparmiare sulla bolletta di energia elettrica e gas cercando condizioni migliori di Consip?”.

Abbiamo sottoposto questa domanda ad una platea di Sindaci in occasione di un evento sul tema dei costi energetici.

Il 95% degli intervistati è convinto che si possano ottenere risparmi! Probabilmente, se il campione fosse stato costituito da tecnici, la percentuale sarebbe stata più contenuta, ma avremmo comunque rilevato una quota sorprendentemente alta di funzionari pubblici, convinti che si possano ottenere reali risparmi.

In questo articolo forniamo elementi utili a dimostrare che è impossibile ottenere risparmi, perché non si può pretendere che un operatore economico possa vendere in perdita.

Cosa ne consegue? Che andare fuori Consip comporta un danno erariale certo!

Perché lo sconto su Consip è impossibile

E’ molto semplice dimostrare che è impossibile fare meglio di Consip, se si ha consapevolezza su come si compone il costo di 1 MWh.

Analizziamo il costo di un MWh in Convenzione Consip. Tra tutte le componenti di costo, qual è il margine che resta in tasca al fornitore?

Grafico costo MWh: quota energia, IVA, spread e PUN. Totale 225€/MWh con componenti dettagliate
Quanto costa 1 MWh?

Il grafico in figura mostra l’esempio di costo di una fornitura di energia elettrica in Convenzione Consip EE23. Su un totale bolletta di 225 €/MWh, lo spread, che esprime il margine che il fornitore può utilizzare per coprire le sue spese (stipendi, struttura ecc..) e sperare in un profitto, è di appena 2,00 €/MWh.

Il fornitore Consip riesce ad evitare di perderci solo grazie ai volumi elevati e all’assenza di costi commerciali.

Un fornitore del mercato libero, che non ha gli stessi volumi dell’aggiudicatario Consip, e deve remunerare la rete commerciale, ovvero riconoscere la provvigione al “consulente gratuito” che ci ha proposto l’affare a sconto Consip, come fa a vendere energia garantendo il 2% di sconto?

Per ottenere un risparmio di almeno il 2%, il fornitore del mercato libero dovrebbe “grattare il fondo del barile”, offrendo uno spread vicino allo zero o addirittura negativo. Praticamente, dovrebbe vendere in perdita.

Questo semplice ragionamento spiega perché in 10 anni di attività, analizzando decine di contratti tutti i mesi, non ne abbiamo mai trovato uno in grado di offrire un reale risparmio rispetto alla Convenzione Consip, ovvero non abbiamo mai trovato fornitori disposti a lavorare in perdita.

Se questo è l’incontrovertibile stato di fatto, com’ è possibile che il fenomeno degli acquisti fuori Consip sia in continua crescita, al punto che nel 2025 oltre il 50% dei CIG risulta riconducibile ad operatori che non hanno mai partecipato ad una gara indetta da Consip o da una Centrale di Committenza? (Energia PA: in forte crescita gli acquisti fuori Consip)

La risposta è scontata. Nelle offerte a Sconto Consip, oltre allo spread troviamo elementi contrattuali accessori, di seguito oneri aggiuntivi, che fanno lievitare i costi, evitando che gli operatori possano rimetterci.

Come verificare se la bolletta a “Sconto Consip” è gonfiata?

Dove si nascondono gli oneri aggiuntivi?

Se l’ARERA volesse realmente conferire trasparenza alle bollette, dovrebbe fare due cose molto semplici:

– Abolire la Bolletta 2.0, chiamata anche bolletta sintetica, e ripristinare la bolletta di dettaglio per tutte le forniture;

– Separare gli oneri passanti (uguali per tutti i fornitori) dalle componenti contrattuali.

Il primo punto non dovrebbe interessare le Pubbliche Amministrazioni. La Bolletta 2.0 si applica solo ad aziende e privati. Nelle bollette della PA il dettaglio dei corrispettivi è obbligatorio. Questo aspetto va precisato perché può capitare che una PA, con un contratto fuori Consip, venga trattata dal fornitore come se fosse un’azienda. In questi casi, per analizzare la bolletta, è necessario richiedere al fornitore il dettaglio.

Bolletta di dettaglio alla mano, dobbiamo concentrarci sulla prima parte chiamata “Spesa per la materia energia”. Qui troviamo gli oneri contrattuali (ovvero la quota di imponibile che resta in tasca al fornitore) e il Servizio di Dispacciamento, che dal 2022 è stato “arricchito” con gli Oneri Mercato di Capacità. Quest’ultimo corrispettivo è stato introdotto di recente e ha contribuito a rendere molto più complicata la bolletta elettrica. Si pensi che l’entità del corrispettivo dipende dal consumo di energia in determinate ore dell’anno.

La complessità dipende dal livello di trasparenza dell’offerta. Se parliamo di forniture a “Sconto Consip” dobbiamo fare molta attenzione. Infatti, la fornitura a “Sconto Consip” può essere piazzata solo se il fornitore è abile nel mascherare gli oneri aggiuntivi.

Se il costo di Dispacciamento e il Corrispettivo Mercato di Capacità non superano 0,0180 €/kWh (ovvero 18 €/MWh), possiamo supporre che non siano presenti maggiorazioni e possiamo concentrarci sulle altre voci.

Viceversa, se il costo dovesse superare 0,020 €/kWh (ovvero 20 €/MWh), possiamo essere certi che, oltre al Dispacciamento e al Corrispettivo Mercato di Capacità, gli importi siano gonfiati per la presenza di oneri aggiuntivi.

Nei casi estremi, tutti i balzelli contrattuali sono affogati nel servizio di Dispacciamento, fino a rappresentare la principale voce di spesa. Ad esempio, questa settimana ci è stata sottoposta una bolletta con un costo della sezione “Dispacciamento e Servizi” di oltre 80 €/MWh, con una quota fissa di 18,50 €/Mese e un impatto sul totale bolletta di circa il 30%!

Tabella tariffe Dispacciamento e Servizi gennaio 2026 con costi €/MWh e quote fisse mensili
Dispacciamento e Servizi

Una cosa è certa: il Dirigente del piccolo comune ha commesso un grave errore quando ha riposto cieca fiducia nel suo “consulente gratuito”. Se avesse saputo di pagare 60 €/MWh in più per Dispacciamento e Mercato Capacità non avrebbe mai sottoscritto il contratto a “Sconto Consip”.

Cosa possiamo fare?

Riassumendo:

– si può fare meglio di Consip? La risposta è netta: è impossibile risparmiare ricercando condizioni migliori. In base alla nostra esperienza il maggiore costo oscilla tra il 10% e il 35% sul totale del costo per l’energia.

– il piccolo Ente Pubblico, che ha una fornitura diversa dalla Convenzione Consip o di una Centrale di Committenza Regionale, ha un contratto giuridicamente nullo ai sensi dell’art. 1 comma 8 della L. 132/12.

– Il fenomeno è in forte crescita. Sul portale ANAC la maggior parte dei CIG di forniture di energia è associata ad operatori che non hanno mai partecipato ad una gara Consip, di una Centrale di committenza o di una grande stazione appaltante.

Cosa possiamo fare per arginare il fenomeno, che ha un pesante impatto sulle casse pubbliche e che interessa tutti noi contribuenti?

La risposta nei prossimi articoli, nel quali analizzeremo i profili giuridici del fenomeno e le azioni che andrebbero intraprese per ottenere il risarcimento del danno.

Live Webinar – Consigli Operativi per l’adesione alla Convenzione Consip EE23

Martedì 24 marzo 2026 riproponiamo uno dei nostri cavalli di battaglia e uno dei webinar più attesi dagli enti pubblici che ci seguono: “Consigli operativi per l’adesione alla Convenzione Consip”.

In questa edizione ci concentreremo sulla nuova Convenzione Consip EE23 (ID 2880), analizzando in modo concreto gli aspetti che la differenziano dalle precedenti convenzioni e fornendo indicazioni pratiche per gestire correttamente il processo di adesione.

Considerata la particolare fase storica che stiamo attraversando, dedicheremo inoltre uno spazio all’analisi dell’andamento dei mercati energetici, valutando l’impatto degli ultimi eventi geopolitici sull’evoluzione del prezzo dell’energia elettrica nel 2026 e le prime reazioni registrate sui mercati energetici.

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