Indicazioni operative su come interpretare i prezzi della Convenzione Gas Naturale 12. Gas ai minimi storici, per ora la linea del Piave tiene. Fino a quando?
In Europa i prezzi del gas naturale sono sui minimi storici toccati oltre 10 anni fa. Abbiamo toccato il fondo o siamo alla vigilia di una nuova ondata ribassista, determinata da crollo della domanda di energia, conseguenza dell’emergenza coronavirus? Nel prossimo anno termico ci sarà un ritorno alla normalità? Quali sono gli scenari possibili?
Fisso o variabile. L’errore da non commettere
Meglio fisso o variabile? Chi deve decidere, per prima cosa, va a vedere i prezzi.
Nel nostro ultimo articolo, “Consip Gas 12, l’analisi dei prezzi”, avevamo chiuso l’articolo mostrando le tabelle dei prezzi contenute nel file Excel Gas_Naturale_12_-_Corrispettivi.xlsx, pubblicate su acquistinretepa.it.

Le tabelle vengono consultate per decidere se scegliere il prezzo fisso o il prezzo variabile. In giallo, abbiamo evidenziato le colonne degli ultimi prezzi disponibili del file scaricato nella prima quindicina di marzo.
Le tabelle vanno consultate con molta attenzione e consapevolezza di ciò che esprimono.
Il classico errore del RUP inesperto è quello di decidere limitandosi a comparare le due colonne evidenziate in giallo. Messa in questi termini non c’è dubbio: i prezzi del fisso sono nettamente più bassi, quindi optiamo per il prezzo fisso. E’ un ragionamento decisamente semplicistico, che può portare a commettere gravi errori, specie a chi ha scelto il prezzo fisso negli ultimi 18 mesi.
Nel grafico seguente, mostriamo una comparazione grafica dei prezzi della materia prima, con la componente spread in arancione.

In Lombardia la differenza di spread è tale da rendere il prezzo fisso effettivamente molto appetibile. Non dimentichiamo, però, che gran parte del costo della materia prima è determinato dall’area blu. Se la scelta tra fisso o variabile è basata dalla comparazione del Pfor, pari a 17,66 €cent/smc, con il parametro del prezzo fisso Pt,m, pari a 13,95 €cent/smc, commettiamo un grave errore. Infatti, stiamo confrontando due valori profondamente diversi. I due valori sono profondamente diversi, oltre che per il meccanismo di calcolo differente, perché maturati in un periodo temporale diverso e relativi a periodi di fornitura differenti.
Il fatto che essi siano gli ultimi prezzi disponibili nel file Excel può trarre in inganno. Infatti, il Pfor è stato determinato dall’Autorità in base ai prezzi del mercato del gas registrati del mese di novembre 2019 (pre-coronavirus), ed è e valido per i mesi da gennaio a marzo 2020. Il prodotto fisso è stato definito in base alle quotazioni a termine del gas nei primi 15 giorni di febbraio, e sarà applicato solo a partire dai consumi maturati nel mese di maggio, quando inizia la bella stagione.
Il ragionamento corretto da fare deve essere completamente diverso. Non dobbiamo farci influenzare dai prezzi che troviamo nel file Excel, perché sono maturati in un contesto completamente diverso rispetto a quello che troveremo nei prossimi mesi. La domanda che ci dobbiamo porre è: quanto varrà mediamente il gas nel prossimo anno termico? O meglio, nel prossimo anno termico le quotazioni del Pfor saranno sufficientemente basse da rendere più vantaggiosa la tariffa variabile rispetto alla tariffa fissa?
Per la Lombardia, e i Lotti Soenergy in generale, il vantaggio in termini di spread renderebbe necessario un calo del mercato del gas più accentuato. Negli altri casi non è così.
Il prezzo variabile più appetibile di quello che sembra
Anche se non ancora pubblicato, considerato il pesante calo del Gas Naturale nell’ultimo trimestre, il Pfor del trimestre aprile-giugno 2020 sarà probabilmente su livelli inferiori al prodotto fisso. In pratica, il contrario di quello che ci suggeriscono i grafici. La domanda da porsi è, però, cosa accadrà nei trimestri invernali, ovvero nell’ultimo trimestre 2020 e nel primo 2021. Considerata la situazione internazionale, e i devastanti effetti sui mercati energetici dell’emergenza Coronavirus, è abbastanza probabile che il prossimo anno termico avremo prezzi medi del gas più bassi rispetto a quelli che il mercato ha prezzato nella prima quindicina di febbraio.

In altre parole, ci aspettiamo che il Pfor possa attestarsi su valori inferiori ai 13,95 €cent/smc del parametro per Pt,m utilizzato per il prezzo fisso con decorrenza maggio.
Cosa scegliere nei prossimi mesi?
Ma cosa fare per chi ha le forniture in scadenza nei mesi successivi? Non dimentichiamo che i mercati energetici stanno vivendo uno dei periodi più difficili della storia recente, con picchi di volatilità mai visti prima. Nell’attuale contesto, nessuno può azzardare previsioni. Quello che possiamo fare è osservare prezzi e volatilità per prendere decisioni.
Diamo uno sguardo al livello dei prezzi raggiunto dal gas naturale sul principale Hub europeo espresso dall’indice TTF, base di calcolo dei parametri Pfor e Pt,m, dunque dei corrispettivi delle Convenzioni Consip sul gas (attenzione alla lettura del grafico dove i prezzi sono espressi in €/MWh, circa il 5,5% in meno rispetto ai prezzi in €cent/smc).
Oggi il mercato del gas è sulla linea del Piave, rappresentata dal minimo storico di sempre, toccato nel 2019 a 8,80-9,00 €/MWh dall’indice TTF sul mercato di Amsterdam.

Negli ultimi giorni, la linea del Piave posta a 8,80-9,00 €/MWh ha sorprendentemente tenuto, proprio nel momento più difficile del mercato, vissuto probabilmente il 9 marzo 2020, quando il Brent ha perso circa il 25% del suo valore in un solo giorno.

Cosa accadrà nei prossimi giorni. Cosa scegliere tra fisso e variabile per le forniture di gas con decorrenza giugno? Ancora non sono stati pubblicati i relativi corrispettivi e, considerata l’eccezionale volatilità del mercato energetico ai tempi del coronavirus, è necessario seguire con particolare attenzione l’evoluzione degli indici di riferimento.
Anche di questo parleremo nel prossimo Live Webinar: Consigli operativi per l’adesione a Consip per l’acquisto di energia, che si terrà giovedì 26 marzo 2020.
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Giuliano Sarricchio – BenchSmart srl