Al via la nuova gara Consip EE24 (id 2994) che le PA utilizzeranno nel corso del prossimo anno per l’acquisto di energia. La scorsa settimana è stata pubblicata con termine di presentazione delle offerte il 30 luglio.
Per i grandi player del mercato energetico il mese di luglio, sarà dedicato alla preparazione delle buste per la partecipazione.
Il meccanismo di determinazione dei corrispettivi resta quello di sempre: fornitura a prezzo variabile, formula PUN mensile + spread, nessuna quota fissa commerciale e condizioni contrattuali standardizzate. È uno dei motivi per cui la Convenzione Consip continua a rappresentare un benchmark importante: il prezzo è verificabile, il confronto con il mercato libero è relativamente semplice e la bolletta è più facile da controllare rispetto a molte offerte costruite su PUN orario, oneri accessori e componenti poco trasparenti.
Una novità degna di rilievo è rappresentata dalla quota del 100% di energia certificata da fonte rinnovabile per il Lotto Italia, che viene ora chiamato “Italia Verde”.
La struttura dei lotti non cambia:
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- 16 lotti territoriali;
- Lotto Italia Verde, destinato alle PA con POD presenti su almeno 5 dei 16 lotti territoriali
- Lotti 18 e 19 “Salva Salvaguardia”, per le PA con debiti verso l’aggiudicatario Consip
Escludendo i lotti “Salva Salvaguardia”, i quantitativi di energia sono in leggera crescita dell’1,12% , passano da 12.380 GWh a 12.520 GWh.

Aumenta il massimale di energia per contratti a 24 mesi
Tra le novità troviamo l’aumento del massimale destinato ai contratti a 24 mesi, che passa dal 25% al 30%, Una scelta comprensibile, considerato che i contratti a 24 mesi sono andati letteralmente a ruba nell’edizione EE22, quando sono stati introdotti per la prima volta.
Nel momento in cui scriviamo, la disponibilità a 24 mesi risulta esaurita solo nel Lotto 2 Provincia di Milano e Lodi, nel Lotto 5 Veneto e nel Lotto Italia, dove è intervenuta anche l’attivazione del plafond aggiuntivo.

È interessante analizzare le variazioni. Tra i lotti territoriali l’incremento di energia si registra in Abruzzo, Campania e Sicilia, proprio le regioni maggiormente interessate dalla piaga dei finti contratti “sconto Consip” (per un approfondimento Energia PA. In forte crescita gli acquisti fuori Consip).

È un dettaglio che merita attenzione. Non basta aumentare i massimali, ma è utile capire se Consip stia cercando di intercettare proprio quella domanda pubblica che, fino ad oggi, è rimasta fuori dal perimetro della Convenzione.
Lotta agli affidamenti fuori Consip
Da anni una parte rilevante delle Pubbliche Amministrazioni continua ad acquistare energia fuori Consip. A volte con gare autonome realmente competitive. Molto più spesso con affidamenti diretti, proroghe, intermediari, contratti poco chiari o presunti “sconti Consip” che in realtà nulla hanno a che vedere con la Convenzione.
È una piaga che, dopo la crisi energetica del 2022, ha assunto proporzioni impressionanti (Energia PA. In forte crescita gli acquisti fuori Consip).
Con la EE24 Consip apporta alcune modifiche con l’obiettivo di contrastare il fenomeno.
- Riduzione dei volumi dei lotti Salva Salvaguardia
Con i lotti Salva Salvaguardia le Pubbliche Amministrazioni con problemi di morosità, che si sono visti sospendere e poi rifiutare un ordinativo di fornitura, hanno una seconda possibilità di adesione Consip. Lo scopo è di evitare che una PA con problemi contrattuali resti completamente fuori Convenzione e sia costretta a rivolgersi al mercato libero, magari con affidamenti poco trasparenti o condizioni peggiori.
Per favorire la partecipazione nella EE24 i volumi di energia dei Lotti 18 e 19 sono stati dimezzati.
- La comunicazione della EE23 diventa un Piano di Comunicazione.
È un ulteriore passo avanti. Consip chiede al fornitore di non limitarsi ad attendere gli ordinativi, ma di promuovere attivamente la Convenzione presso gli enti del territorio.
Il dubbio è se questa attività, lasciata ai fornitori, possa essere davvero efficace. I fornitori Consip lavorano con margini molto bassi. Hanno interesse ad aumentare i volumi, ma non sempre hanno un incentivo sufficiente per fare formazione, convincere i Comuni, spiegare gli obblighi normativi e contrastare anni di abitudini consolidate.
- Il premio del 10% per i nuovi Comuni
Per stimolare l’attività promozionale in capo ai fornitori, è stato introdotto un incentivo mirato: il fornitore può ottenere un incremento del 10% del quantitativo massimo iniziale se riesce a portare in Convenzione un certo numero di Comuni che non avevano aderito alle ultime tre edizioni.
Le soglie cambiano a seconda dei lotti: in alcuni casi servono 50 Comuni, in altri 35, in altri 25.
È una misura intelligente, perché sposta l’incentivo dal prezzo al volume. Si premia il fornitore che ha ampliato la platea degli enti aderenti.
È interessante anche il fatto che Consip metta a disposizione dell’aggiudicatario l’elenco dei Comuni aderenti alle precedenti edizioni. In questo modo il fornitore può sapere quali enti non hanno utilizzato la Convenzione e indirizzare meglio le attività di comunicazione.
Serve una comunicazione istituzionale
Lodevole lo sforzo di Consip. Ma se si intende combattere davvero gli affidamenti fuori Convenzione, secondo noi, serve anche una azione anche da parte dei soggetti istituzionali preposti ai controlli e alla vigilanza sui contratti pubblici.
Una lettera inviata da un fornitore rischia di essere archiviata come comunicazione commerciale. Una richiesta di chiarimenti proveniente da ANAC o dalla Corte dei Conti avrebbe un peso completamente diverso.
Quali richieste formali di chiarimenti sugli acquisti effettuati fuori Consip sono arrivate, negli ultimi anni, da soggetti istituzionali?
Dal lontano 2012, l’unico intervento realmente incisivo è stato quello di Cottarelli-Cantone del 2014 che invitò centinaia di enti destinatari a fornire spiegazioni e copia dei contratti. Quella lettera creò panico tra gli uffici e improvvisamente aumentarono le richieste di utilizzare Consip o Centrali di Committenza regionali, anche da parte di grandi stazioni appaltanti che effettuavano regolari gare autonome.
La comunicazione di Cottarelli fu molto efficace non tanto per il contenuto tecnico della lettera, quanto per l’autorevolezza del mittente e per la possibilità di un controllo successivo.
È questo che oggi manca.
Consip può migliorare la Convenzione, aumentare i massimali, prevedere piani di comunicazione e premiare i fornitori. Ma la PA che continua a comprare fuori Consip dovrebbe essere chiamata a spiegare, in modo tracciabile, perché lo fa, con quale confronto economico e con quale istruttoria.
Non è vietato in assoluto acquistare fuori Consip. Ma chi lo fa deve dimostrare di avere rispettato la normativa e di avere ottenuto condizioni realmente migliorative. Altrimenti continueremo ad alimentare il mercato dei finti “sconti Consip”, delle offerte opache e degli affidamenti difficili da controllare.