venerdì, 19 Giugno, 2026

Contratti energia fuori Consip: gli argomenti usati per convincere le PA

Contratti energia fuori Consip: gli argomenti usati per convincere le PA

Come noto, un numero crescente di enti pubblici acquista energia elettrica e gas con affidamento diretto, derogando all’obbligo di utilizzo della Convenzione Consip o delle centrali di committenza regionali.

Il fenomeno è in forte crescita: nel 2025 oltre la metà dei CIG relativi a forniture di energia elettrica e gas risulta associata a operatori che non hanno mai partecipato ad alcuna gara pubblica.

Lo spreco di denaro pubblico assume proporzioni gigantesche se si considera che le maggiorazioni nascoste determinano aumenti di spesa che, nelle casistiche analizzate, oscillano generalmente tra il 10% e il 35% della bolletta complessiva.

Come è possibile che i RUP possano trovarsi in questa situazione?

Quali argomenti utilizzano gli intermediari, chiamati anche “broker energetici” o “consulenti gratuiti”, che contattano uffici tecnici e amministrativi per convincerli che, aderendo alla loro proposta, stanno facendo un buon affare?

In questo articolo pubblichiamo un campionario di affermazioni raccolte intervistando i RUP delle forniture fuori Consip, per motivare la scelta.

Abbiamo effettuato una gara per trovare il fornitore migliore

Uno degli argomenti più ricorrenti è quella della gara per l’individuazione del fornitore più conveniente effettuata dal Broker. Si tratta di una motivazione per derogare all’obbligo di legge che trova spazio anche nelle determine di affidamento pubblicate negli atti ufficiali.

Su questo punto è opportuno fare chiarezza. Una selezione svolta dal broker non equivale a una procedura di evidenza pubblica e non elimina l’obbligo, previsto per l’acquisto di energia elettrica e gas, di fare riferimento agli strumenti messi a disposizione da Consip o dalle centrali di committenza regionali.

In questo caso ci troviamo difronte ad un classico caso di conflitto di interessi (art. 16 del Codice) che porta il broker a individuare il fornitore in grado di garantire le migliori provvigioni. Per un approfondimento rimandiamo a La vergogna degli acquisti di energia a “Sconto Consip”

La convenzione Consip non era disponibile quando abbiamo fatto il contratto

Anche questa motivazione merita un chiarimento. L’ultima situazione realmente rilevante di indisponibilità della Convenzione Consip risale a diversi anni fa, in occasione della vicenda Gala. Al di fuori di quell’evento eccezionale, non risulta che l’indisponibilità della Convenzione abbia impedito in via ordinaria alle Pubbliche Amministrazioni di utilizzare gli strumenti Consip per l’acquisto di energia elettrica e gas.

Può certamente verificarsi l’esaurimento del quantitativo relativo a una specifica opzione contrattuale, ad esempio una fornitura a 24 mesi o con opzione verde. Ma questa circostanza non coincide con l’impossibilità di aderire alla Convenzione Consip nel suo complesso.

Per questo motivo, l’asserita indisponibilità della Convenzione non può essere utilizzata, da sola, come motivazione sufficiente per contrarre con un fornitore diverso da quello aggiudicatario della Convenzione vigente.

Il fornitore X ha vinto la gara Consip!

Una favola ricorrente è l’attribuzione della titolarità della Convenzione Consip a fornitori che non hanno neppure partecipato alla gara. Ricordiamo che gli aggiudicatari delle gare Consip sono operatori noti: Hera Comm, Edison, A2A, Magis (ex AGSM), Dolomiti. In passato Enel Energia, Global Power, Iren. Qualsiasi fornitore diverso da quelli citati non ha mai vinto una gara Consip.

Lo sconto è sullo spread, non sulla bolletta

Questa è la favola più elegante, perché contiene un pezzo di verità. Il fornitore può anche promettere uno “sconto Consip”, ma spesso lo applica a una componente minuscola della bolletta: lo spread. Se lo spread Consip vale pochi euro a MWh, uno sconto del 10% può tradursi in pochi centesimi. Cogliamo l’occasione per ribadire che in tutti i contratti a “Sconto Consip”, sono presenti componenti accessorie che fanno aumentare il costo in maniera sorprendente (Quanto ci costa lo “Sconto Consip” del 10%”?).

La polizza fideiussoria di Consip fa lievitare il costo

È capitato che il consulente gratuito consigliasse un operatore fuori Consip sostenendo che riesce a praticare prezzi migliori proprio perché non sostiene i costi della partecipazione alla gara Consip. La favola è: “i costi evitati della gara Consip mi consentono di farti il prezzo più vantaggioso”.

Il fornitore si trova nella stessa regione e non si pagano le spese di trasporto

Una storia ricorrente, già vista anche nelle truffe telefoniche ai clienti domestici, è quella delle spese di trasporto scontate. Si racconta che il fornitore locale riesce a risparmiare sul trasporto, come se l’energia fosse caricata su un camion e consegnata davanti al municipio.

Vale la pena ricordare che i costi di dispacciamento, trasporto, distribuzione e accise sono oneri passanti e non subiscono variazioni cambiando fornitore.

Il fornitore ha stipulato una Convenzione con Regione Lazio

Nei casi più disperati il Consulente Gratuito si gioca l’arma segreta: la Convenzione con un Ente pubblico. Ad esempio di recente un paio di amministrazioni ci hanno riferito di una presunta Convenzione stipulata con Regione Lazio per promuovere l’acquisto di energia da un piccolo fornitore romano, neocostituito.

Facciamo chiarezza: non esistono enti pubblici che possano “benedire” forniture di energia elettrica e gas al di fuori di Consip o delle centrali di committenza regionali.

Per l’acquisto di energia non è necessario il CIG

Da quando è necessario l’utilizzo del portale acquistinretepa.it per generare i CIG, si è presentato il problema di far transitare un affidamento di energia fuori Consip attraverso il portale di Consip. Nei casi più gravi il fornitore invita ad accettare fatture senza CIG, con la motivazione che per l’energia non sia necessario. Sembra incredibile, ma accade anche questo.

Dove il problema non può essere superato ignorandolo, ci sono due possibilità:

  • Il RUP procede autonomamente, acquistando energia tramite trattativa diretta. In questi casi si usa il CPV corretto, nella convinzione che, mantenendosi sotto la soglia dei 140.000 euro, si possa procedere serenamente. Vale la pena ricordare che l’obbligo di acquisto in Convenzione Consip riguarda tutte le forniture di energia, anche se di importo inferiore alla soglia per l’affidamento diretto. Ciononostante, sul portale ANAC possono essere consultati da chiunque migliaia di casi di trattative dirette per la fornitura di energia. Per questi affidamenti i RUP dovrebbero dimostrare l’indimostrabile: avere ottenuto condizioni migliori rispetto alla Convenzione Consip vigente.
  • Il RUP viene invitato a utilizzare un CPV diverso dalla fornitura di energia. Questa soluzione sembra la più comoda, perché offre la percezione di evitare controlli. È un comportamento legittimo? Quali sono i CPV utilizzati per perfezionare un CIG di energia senza comprare energia? Cosa rischia il RUP?

Ne parleremo nel prossimo articolo.

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