Tempi certi per la bolletta di chiusura contratto

Bollette di chiusura Sei settimane per l’emissione della bolletta di chiusura. La Delibera 100/2016 responsabilizza tutti i soggetti della filiera energetica per garantire tempi certi per la fatturazione di chiusura contratto.

Il processo di switching è un momento delicato, nel quale il distributore svolge un ruolo fondamentale, comunicando il valore dell’ultima lettura del contatore, al fine di stabilire l’ammontare dei consumi da pagare al fornitore uscente e il riferimento di partenza per la fatturazione del fornitore entrante.

La disciplina della fatturazione di chiusura incide direttamente sul corretto funzionamento del mercato libero dell’energia, in quanto il cliente finale ha il diritto di sapere, in un tempo ragionevole, quanto dovuto il relazione al precedente rapporto di fornitura di energia elettrica e/o gas.

Per le PA il cambio fornitura (switching) è un evento sempre più frequente, anche in virtù degli obblighi normativi in materia di approvvigionamento energetico, che impongono l’adesione alle Convenzioni messe a disposizione dalle Centrali di Committenza, che di regola avviene ogni anno.
Naturalmente, la chiusura contratto può riguardare anche la cessazione o la voltura (cambio intestatario), anche se il cambio fornitore è senz’altro l’ipotesi più frequente.

Un intervento atteso

Era da tempo che si attendeva l’introduzione del diritto del consumatore a ricevere la bolletta di chiusura in tempi certi e ragionevoli. L’obbligo era già contenuto nelle direttive europee in materia di funzionamento dei mercati di energia elettrica (2009/72/CE) e gas Naturale (2009/73/CE), ed era stato oggetto di consultazione con il documento dell’AEEGSI DCO 405/2015/R/COM del 30 luglio 2015. Il tema rientra nell’ambito del diritto del consumatore ad avere l’applicazione di misure effettive così come sancito dal Decreto 102/14 (di recepimento della direttiva europea Direttiva 2012/27 in materia di efficienza energetica) che all’articolo 9, comma 6, prevede le modalità affinché le informazioni sulle fatture emesse siano precise e fondate sul consumo effettivo di energia

Bolletta di chiusura entro 6 settimane.

Il termine di 6 settimane dalla cessazione per l’emissione della bolletta di chiusura consente al consumatore finale di esercitare il suo diritto ad essere informato tempestivamente sulle proprie vicende contrattuali.
Il termine di 6 settimane agevola infatti la verifica delle letture adottate dai fornitori che si avvicendano. Ad esempio, in caso cambio fornitura al 1° aprile, il fornitore uscente dovrà emettere la fattura entro la metà di maggio. Nello stesso periodo riceverà la prima fattura emessa dal fornitore entrante. La ricezione congiunta dei due documenti agevolerà la verifica della congruenza tra l’ultima lettura del fornitore uscente e la prima del fornitore entrante.

Il processo di emissione della fattura di chiusura

Una fattura di chiusura può considerarsi definitiva solo se basata su dati effettivi e, purtroppo, questi non sono sempre disponibili in tempi ragionevoli, specie nel mercato del gas dove i contattori elettronici (smart meter) sono meno diffusi.

Per conciliare l’esigenza di dato effettivo e tempo certo, l’Autorità ha definito la seguente priorità per il dato relativo all’ultima lettura del contratto:

1. Dati di misura effettivi;

2. Autoletture validate;

3. Dati di misura stimati.

In figura è rappresentato un diagramma di flusso relativo al processo definito dalla Delibera 100/2016.

Bollette di chiusura

Il venditore dovrà prioritariamente usare il dato di misura effettivo (1°) messo a disposizione dal distributore. Se il misuratore è telegestito, non ci sono problemi e la fattura può essere definitiva, senza ulteriori conguagli, entro il termine delle 6 settimane.

In mancanza, occorrerebbe far affidamento sull’autolettura validata (2°). A ben vedere, se è necessario avere la validazione del distributore, il consumatore non può avere la certezza che con la sua comunicazione riuscirà ad avere la bolletta di chiusura definitiva e senza futuri conguagli nelle sei settimane.

In mancanza della validazione del distributore, salvo il caso in cui l’autolettura è incongruente, il venditore dovrà emettere una fattura di chiusura salvo conguaglio sulla base dei dati comunicati dal cliente e restituire l’eventuale deposito cauzionale.

Solo in mancanza del misuratore telegestito e dell’autolettura il venditore potrà fatturare con dato stimato salvo conguagli (3°).

Come evidenziato nel diagramma di flusso, il limite delle 6 settimane può essere superato se il distributore non fornisce il dato in tempo utile. In questi casi sono inevitabili le fatture di chiusura con conguaglio che il regolatore vuole limitare.

Indennizzi automatici

Per garantire il rispetto delle tempistiche, l’Autorità ha stabilito, in ossequio alle direttive europee, indennizzi automatici in favore del cliente. La misura dell’indennizzo, da corrispondere nella stessa fattura di chiusura, va dai 4 euro, per ritardi da 1 a 10 giorni solari, fino a 22 euro per ritardi pari o superiori a 90 giorni solari. Anche il distributore è obbligato a indennizzare, in specifiche situazioni, il cliente e il venditore per compensarli del disservizio. Il cliente ha diritto ad un ulteriore indennizzo di 35 euro nei casi in cui il distributore non metta a disposizione la lettura (dato effettivo, autolettura validata o dato stimato) funzionale alla cessazione della fornitura in tempo utile perché il venditore possa emettere la fattura di chiusura, cioè entro 30 giorni dalla fine della fornitura.