Servizio Conciliazione: dal 2017 la via obbligatoria per la risoluzione delle controversie con il fornitore

acquirente unicoDal gennaio 2017, dopo il reclamo all’operatore, il tentativo di conciliazione attraverso il Servizio Conciliazione (interamente on-line e gestito da Acquirente Unico) diventa la principale modalità di risoluzione delle controversie con il fornitore di energia. I clienti possono far valere i propri diritti con costi minimi e senza la necessità di ingaggiare un avvocato.

La disciplina è ispirata dalla finalità di garantire ai soggetti consumatori l’opportunità di avanzare reclami innanzi ad organismi indipendenti, imparziali, trasparenti ed efficaci, per la risoluzione delle controversie fuori dalle aule di giustizia. Non preclude l’azione giudiziaria, ma ne costituisce un presupposto. Rappresenta e dunque un filtro atto a ridurre la congestione dei tribunali. Nello stesso tempo mira a ridurre al minimo i costi a carico dei clienti per far valere i propri diritti: la procedura può essere svolta interamente per via telematica, e le parti potranno partecipare all’intera procedura senza l’obbligo di assistenza da parte di un avvocato.

Presupposti della riforma

Lo scorso anno, con il d.lgs. n. 130 del 6 agosto 2015 sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, è stata data attuazione alla direttiva 2013/11/UE. Il provvedimento, che ha apportato integrazioni al Codice del Consumo (articoli dal 141 al 141-decies d.lgs 206/2005), ha istituito gli organismi per la risoluzione alternativa delle controversie, c.d. ADR (acronimo per Alternative Dispute Resolution), e ha definito i principi della procedura di conciliazione. Inoltre, è stato espressamente specificato che fossero le autorità competenti, e dunque l’AEEGSI per il settore energetico, a svolgere le funzioni e dare attuazione alla disciplina.
Con la delibera 209/2016 del 5 maggio 2016, l’AEEGSI ha approvato il TICO (Testo Integrato Conciliazione) che attua l’art.141 del Codice di Consumo, e riforma in maniera organica l’attuale regime che permette di scegliere tra Servizio Conciliazione e Sportello per il consumatore.

 

Condizione per poter agire in giudizio.

Dal 2017 il tentativo di conciliazione sarà la via obbligatoria per far valere i propri diritti nei confronti dei fornitori di energia, che sono obbligati a partecipare agli incontri esperiti dinnanzi al conciliatore.
La parte ricorrente non può agire in giudizio se prima non ha effettuato il tentativo di conciliazione. Il presupposto per l’azionabilità in giudizio è considerato avverato se il primo incontro esperito dinanzi al conciliatore si conclude senza l’accordo. Tale condizione è considerata avverata anche se la controparte non si presenta al primo incontro.
Il primo incontro deve essere fissato entro un termine di 30 giorni. Per permettere alla difesa di esercitare i propri diritti, è previsto un termine di preavviso per il primo incontro di 10 giorni. L’aspetto forse più interessante è il termine di conclusione della procedura di 90 giorni, prorogabile di ulteriori 30.
Se la procedura si conclude con successo, ovvero si raggiunge un accordo tra le parti, il verbale dell’accordo costituisce titolo esecutivo, ai sensi dell’articolo 2, comma 24, lettera b), della legge 481/95.

 

Il reclamo scritto prima di tutto

Prima di poter attivare la procedura, è necessario che il cliente finale abbia provato a risolvere la problematica direttamente con l’operatore, attraverso un reclamo scritto. In questo modo si evita l’attivazione della procedura per i disservizi risolvibili in fase negoziale del rapporto contrattuale con il fornitore quando la problematica non è ancora mutata in controversia. Nel caso la risposta non arrivi, la domanda di attivazione potrà avvenire dopo 50 giorni dall’invio del reclamo.
Prima dell’agibilità in giudizio viene dunque posto un doppio filtro: il primo rappresentato dal tentativo di risolvere direttamente con un reclamo scritto, il secondo costituito dal tentativo di conciliazione.

 

Una procedura completamente on-line senza obbligo di assistenza legale

La procedura è svolta completamente on-line, con notevole risparmio di tempo e di costi. Nella direzione del risparmio di costi e tempo va anche la possibilità di fare a meno dell’avvocato. Le vicende contrattuali connesse alle forniture energetiche presentano aspetti tecnici, spesso sconosciuti alla categoria degli avvocati, ed è giusto che i clienti siano seguiti da professionisti del settore che parlano la stessa lingua degli operatori. È oggettivamente difficile trovare un legale in grado di conoscere a fondo la regolazione dell’Autorità o le tecniche di fatturazione. Solo se si parla la stessa lingua si può dialogare e solo con il dialogo si può arrivare ad una conciliazione, e quindi, al superamento della controversia. Infine, non va sottovalutata la propensione alla litigiosità degli avvocati che hanno un interesse personale a discutere in tribunale delle vicende contrattuali.

 

L’assistenza controllabolletta.it è gratuita per i clienti del servizio di Bill Audit

Con la nuova disciplina, on-line e senza obbligo di difesa legale, i clienti che si trovano a gestire una controversia con il fornitore potranno scegliere senza limiti geografici i migliori professionisti del settore e, naturalmente, ci auguriamo che in tali occasioni si ricordino di noi. Controllabolletta.it è infatti specializzata nel supportare le amministrazioni sulle tematiche inerenti l’approvvigionamento energetico e, se la controversia sorge a seguito di un’anomalia rilevata dal nostro servizio di Bill Audit, l’assistenza sarà offerta gratuitamente da Controllabolletta.it