Salvaguardia: se la conosci la eviti

Titolo 2La prima cosa da fare per uscire dalla Salvaguardia è…evitare di entrarci! Dopo aver visto le gravi conseguenze della Salvaguardia per le casse dell’amministrazione, in quest’articolo forniamo dei consigli pratici per evitare di rimanere senza un contratto di fornitura di energia elettrica.

Avere un valido contratto per la fornitura di energia elettrica sembra una banalità e, in teoria, non ci sarebbe bisogno di scrivere un articolo su un tema così scontato. Purtroppo, nel settore pubblico rimanere senza un valido contratto di fornitura può essere più facile di quello che si pensi.

Innanzitutto occorre tener conto che le PA dovrebbero approvvigionarsi di energia rispettando quanto stabilito dall’art. 1 L. 135/2012, recentemente modificato dalla legge di stabilità 2016 (art. 1, comma 494, legge n. 208 del 2015), che ha rafforzato gli obblighi di acquisto centralizzato (sul tema Indagine Anac sugli affidamenti in deroga alle Convenzioni Consip). Il comma 8, oltre a prevedere il danno erariale (sul tema Da Salvaguardia a Consip: istruzioni per l’uso. 1° parte: calcoliamo il Danno Erariale), sancisce che “i contratti stipulati in violazione del precedente comma 7 sono nulli”. Un esempio classico di nullità è rappresentato dal tacito rinnovo a scadenza, ma può essere una violazione dell’art.7 anche la mancata trasmissione all’Anac di un contratto stipulato in deroga all’obbligo di centralizzazione degli acquisti.

In caso di nullità sarebbe certamente legittimo il comportamento del fornitore che comunica al distributore la cessazione del contratto, chiedendo allo stesso di non essere più utente del dispacciamento per i punti di prelievo dell’amministrazione. In questo caso il distributore, in mancanza di un nuovo contratto e quindi di un nuovo fornitore che chiede di subentrare sull’utenza, non potrà fare altro che associare il POD all’esercente il servizio di Salvaguardia.

Purtroppo, nel corso del 2015 sono numerose le amministrazioni che hanno avuto difficoltà nel rinnovare il contratto in scadenza, anche a causa della situazione creatasi con la discesa del prezzo del petrolio.

Gestire i rinnovi contrattuali in anticipo

L’imperativo è evitare di rimanere senza contratto di fornitura. Una prima via da seguire per ridurre i rischi è quella di muoversi in tempo o, ancora meglio, in anticipo.

E’ fondamentale la programmazione: le Convenzioni Consip hanno una durata annuale ed è facile stabilire il mese, valido anche per gli anni futuri, in cui attivare i processi amministrativi necessari.

A tal proposito è utile sapere che il cambio di fornitura, chiamato switch, è un processo che dura non meno di 1 mese e mezzo. Ad esempio, se il contratto di fornitura scade a Maggio, l’ordine al nuovo fornitore va trasmesso entro il 10 Marzo. I passaggi amministrativi da compiere prima dell’espletamento di un ordine possono determinare ritardi, quindi meglio anticipare a febbraio. Se è necessario recedere da un contratto del mercato libero e si devono rispettare i termini di preavviso (sul tema Ancora fuori da Consip? Ottobre, è tempo di recesso!), l’ordine va trasmesso entro gennaio. Oggi saremmo già in ritardo…
Per evitare problemi, meglio attivare i processi amministrativi per il rinnovo del contratto con tre mesi di anticipo. Se si considera che la fornitura dura 12 mesi, significa che il tema del rinnovo contrattuale coinvolge gli uffici amministrativi per ¼ dell’anno. Sono lontani i tempi in cui Enel era il monopolista e molti confondevano la parola energia elettrica con la parola Enel…

Rispetto dei tempi di pagamento.

Spesso il mercato di Salvaguardia è la diretta conseguenza di una risoluzione contrattuale operata dal fornitore per morosità. E’ noto che, anche a causa della congiuntura economica ed al taglio dei trasferimenti statali, le amministrazioni pubbliche hanno sempre maggiori difficoltà nell’onorare puntualmente i propri impegni. Purtroppo, nel caso della fornitura di energia elettrica, la conseguenza di una risoluzione per morosità può comportare costi dei quali è bene avere piena consapevolezza. Oltre agli eventuali interessi di mora, occorrere mettere in conto i maggiori costi sulla tariffa e il rischio di responsabilità amministrative per i responsabili del servizio.

Per rispettare le scadenze, ancora una volta risulta fondamentale:

1) la corretta programmazione della spesa, accantonando adeguate risorse in bilancio;

2) l’implementazione di efficaci processi amministrativi che consentano la verifica e il pagamento delle fatture in meno di trenta giorni.

Per entrambi gli aspetti, specie quando le utenze da gestire sono numerose, è indispensabile l’utilizzo di adeguati strumenti di supporto. Anche pensando a queste esigenze pratiche abbiamo sviluppato BenchMonitor®, il nostro innovativo servizio di gestione dei consumi energetici.

Con BenchMonitor®, già all’attivazione del servizio, forniamo all’amministrazione un report sulla propria situazione dei consumi, contenente una puntuale previsione della spesa energetica per i successivi 12 mesi.

Inoltre, in occasione di ciascun aggiornamento mensile, segnaliamo eventuali anomalie sui consumi e sulla fatturazione, offrendo un prezioso supporto per la delicata fase di validazione delle fatture.

Infine, la possibilità di scaricare con pochi click l’elenco delle fatture, con l’indicazione del POD e del centro di costo, mette in condizione l’amministrazione di accelerare i processi amministrativi che portano al pagamento delle fatture.

ElencoFatture

Dialogare con il fornitore

Seppur adottando tutti gli accorgimenti dovessero presentarsi situazioni tali da far prevedere possibili ritardi, la soluzione migliore resta quella del dialogo con il proprio fornitore, comunicando in anticipo eventuali difficoltà. Nei casi più disperati, di posizioni debitorie ingenti, è consigliabile puntare alla ristrutturazione del debito con un piano di rientro. In ogni caso, la Salvaguardia deve essere vista, specialmente nelle regioni meridionali, come la peggiore situazione possibile.