Quanto si paga esattamente con il Servizio a Tutele Graduali?

Rispetto ad una prima versione, i prezzi del Servizio a Tutele Graduali sono stati modificati per tener conto del corrispettivo CPSTG e della quota fissa per le utenze di altri usi.

Il Servizio a Tutele Graduali conviene? Meglio STG o Consip? Qual è lo spread implicito e le relative quote fisse? Cosa dovrebbero offrire i fornitori per convincere le PMI senza contratto a passare al mercato libero?

La gara per il Servizio a Tutele Graduali (STG) è andata così bene che il prezzo è sceso ai livelli minimi. Livelli così bassi che nella maggior parte dei lotti si è dovuto ricorrere all’estrazione a sorte per stabilirne i vincitori. Se i prezzi si avvicinano al livello minimo stabilito dall’ARERA, diventa più complicato per i venditori di energia convincere i clienti in STG a sottoscrivere un contratto. La competizione sul prezzo sarà difficile, ma non impossibile.

Questo articolo segue i due approfondimenti sul Servizio a Tutele Graduali pubblicati lo scorso mese.

In questo articolo rispondiamo alle domande poste alla fine dell’ultimo:

    • Perché gli operatori hanno azzerato gli spread offerti?
    • Cosa ci guadagnano?
    • Quanto si paga esattamente con il Servizio a Tutele Graduali?
    • Meglio Consip o STG?”

Perché gli operatori hanno azzerato gli spread offerti?

Spread zero non significa margini pari a zero. Come vedremo di seguito, nelle condizioni economiche del Servizio a Tutele Graduali ci sono ulteriori componenti che non sono state oggetto di ribasso di gara che, evidentemente, offrono una marginalità sufficiente a garantire la sostenibilità economica di una offerta a zero spread. L’ARERA ha preferito mantenere alto il c.d. Floor, ovvero il livello minimo di costo, per evitare che la competizione portasse gli operatori ad abbassare troppo l’asticella. E’ evidente che un prezzo troppo basso avrebbe creato problemi di corretto funzionamento del mercato. Si pensi al rischio di fallimento dell’operatore aggiudicatario che, pur di aggiudicarsi la gara, si sarebbe potuto trovare a vendere energia ad un prezzo insostenibile. Le conseguenze sul processo di liberalizzazione del mercato elettrico sarebbero state decisamente negative. Non sarebbe sano un mercato dove per risparmiare occorre rimanere senza contratto!

Cosa ci guadagnano?

I fortunati vincitori della gara portano a casa, in un solo colpo, migliaia di clienti (PMI ed alcune piccole Pubbliche Amministrazioni) con una discreta marginalità, senza spendere un euro di provvigioni per la loro acquisizione.

I clienti acquisiti hanno un ulteriore valore implicito da non sottovalutare. Rappresentano un prezioso bacino di clienti sui quali lavorare in ottica “up selling” con offerte a mercato libero a maggiore marginalità o “cross selling” proponendo prodotti complementari, ad esempio nel campo dell’efficienza energetica.

Probabilmente il maggior contributo al conto economico potrebbe arrivare proprio dallo sviluppo commerciale dei clienti acquisiti. Lo sviluppo commerciale è più redditizio se si evita la competizione sul prezzo, specie se i clienti sono già in casa e non li si deve convincere a cambiare fornitore.

Quest’ultima considerazione può spiegare la difficoltà che abbiamo avuto a rispondere alla terza domanda.

Quanto si paga esattamente con il Servizio a Tutele Graduali?

E’ la domanda da porsi per capire se conviene cercare un contratto sul mercato libero. Se si vuole convincere i consumatori inerti a sottoscrivere un contratto, bisognerebbe rapportarsi al costo del servizio di Maggior Tutela, per i consumatori domestici; o del Servizio a Tutele Graduali, per le PMI. In questo caso non parliamo di PA, per le quali il riferimento è costituito dalle condizioni economiche delle Convenzioni Consip.

Quanto costa un megawattora di energia elettrica con il Servizio a Tutele Graduali? E’ una domanda oggettivamente molto semplice alla quale, in un sano mercato concorrenziale, dovrebbe essere facile rispondere. Se pensiamo che la domanda interessa una platea di milioni di consumatori di un mercato regolato da un’Autorità, è legittimo aspettarsi che le informazioni siano disponibili e soprattutto comprensibili a tutti i consumatori.

Purtroppo, la realtà è molto lontana da ciò che il buon senso suggerirebbe. Trovare i prezzi praticati per il STG è quasi impossibile. L’unica fonte disponibile è costituita dalle delibere dell’Autorità, scritte in un linguaggio difficile da comprendere anche per gli addetti ai lavori.

Si può avere conferma consultando le pagine dei fornitori aggiudicatari del STG A2A, HERA Comm, Iren Mercato e Axpo. Il consumatore in cerca di informazioni sui prezzi del STG si trova un elenco di costi e balzelli impressionante, che induce a pensare che il STG sia tutt’altro che conveniente. La caratteristica comune di tutte le pagine informative è l’assenza dell’indicazione del costo unitario! Tutte le condizioni economiche riportano un elenco corposo di oneri, con relativa descrizione tecnica e riferimenti normativi. Non vi è traccia dell’elemento più utile, e teoricamente più semplice da indicare, ovvero costo unitario in €/MWh o €/mese.

L’assenza del costo unitario e di chiarezza nei prezzi induce il consumatore a pensare che i costi siano troppo alti. Il passaggio successivo è la ricerca di un’offerta alternativa. Ed ecco che il fornitore aggiudicatario del STG ha pronta un’offerta di mercato libero da proporre al cliente disorientato.

Se il consumatore non ha chiaro quanto dovrebbe pagare per un MWh, i fornitori possono permettersi di acquisire clienti anche con contratti meno convenienti, con maggiore marginalità.

La lettura della bolletta potrebbe non aiutare. In caso di fatturazione in modalità “Bolletta 2.0”, in teoria non applicabile alle Pubbliche Amministrazioni, il consumatore dispone di elementi di costo aggregati insieme ad oneri passanti, che rendono praticamente impossibile la valutazione della qualità contrattuale.

La volontà degli operatori di evitare la competizione sul prezzo spiega, probabilmente, la disinformazione sulle tariffe energetiche e sulla composizione della bolletta nel nostro paese. Tutti noi paghiamo bollette, quasi nessuno sa cosa sta realmente pagando!

Analisi del prezzo del Servizio a Tutele Graduali

Per valutare la convenienza di un contratto è sufficiente esprimere il costo in termini di €/MWh per la componente di costo legata ai consumi e in termini di €/mese per le quote fisse. Il tutto separando le componenti contrattuali dagli oneri passanti (dispacciamenti, distribuzione e accise).

Applicando questo esercizio ai corrispettivi STG otteniamo un costo unitario pari al valore del PUN, incrementato di 2,51 €/MWh.

Oltre alla parte di costo legata ai consumi è presente una componente fissa mensile chiamata Corrispettivo CCOM che ha la stessa funzione e valore del corrispettivo PCV (Prezzo di Commercializzazione e Vendita) previsto per i clienti in Maggior Tutela.

Come anticipato, la parte di costo variabile legata ai consumi è complessivamente di 2,51 €/MWh.

Il principale elemento di costo variabile è costituito dal corrispettivo morosità CCM. E’ a tutti gli effetti uno spread aggiuntivo, che pagheranno tutti i clienti in SGT, che ha la stessa funzione del Corrispettivo CSAL del servizio di Salvaguardia.

Sommando il corrispettivo morosità CCM e la quota fissa CCOM, ci rendiamo conto che la fornitura SGT partiva già con una discreta marginalità per gli operatori partecipanti alla gara, specie se si considera che i clienti SGT sono acquisiti automaticamente, senza sforzi commerciali.

L’unica componente di costo su cui gli operatori aggiudicati hanno potuto incidere con i ribassi è il parametro alfa, ottenuto con la media ponderata degli spread offerti dagli operatori in sede di gara. Il valore non è zero, come qualcuno si sarebbe aspettato dall’esito in alcuni lotti. Essendo unico per tutti lotti geografici, è calcolato in base alla media degli spread offerti.

Il corrispettivo sbilanciamento CSB è di appena 0,25 €/MWh. Un valore quasi trascurabile che sembra avere l’unica funzione di rendere la tariffa più complicata.

Meglio Consip o STG?

Dopo aver analizzato nel dettaglio il prezzo, la domanda che sorge spontanea è: quanto si risparmia cercando offerte sul mercato? Un contratto con prezzo variabile PUN + 2,51 €/MWh con PCV è conveniente? Sul mercato libero si può trovare di meglio, ma anche di peggio. Risulta fondamentale la capacità di leggere le Condizioni Tecniche Economiche all’interno delle quali si possono nascondere oneri contrattuali, “vestiti” da oneri passanti.

Un problema che non hanno le PA, obbligate ad utilizzare le Convenzioni Consip, che sono nettamente più convenienti rispetto al Servizio a Tutele Graduali.

Nella valutazione contrattuale non bisogna guardare solo allo spread, ma anche alle quote fisse. Come abbiamo avuto modo di approfondire in Lo sconto su Consip non esiste: esempi pratici (Utenti Registrati), in tutte le fantomatiche offerte a “Sconto Consip”, è presente la PCV che da sola vanifica il presunto risparmio sulla parte variabile. La stessa cosa accade anche nella comparazione tra STG e Consip EE18. Anche rispetto ai prezzi Consip EE18 più alti, il Servizio a Tutele Graduali, che ha un prezzo unico su tutto il territorio nazionale, è meno conveniente.

Il 16 settembre LIVE WEBINAR: Come razionalizzare la spesa energetica nella PA?

Dopo la pausa estiva, riprendiamo l’attività formativa on-line con il webinar più ricco, durante il quale approfondiremo i temi di maggiore interesse per la gestione ottimale delle forniture energetiche. Proporremo in versione on-line lo stesso format proposto per gli eventi in presenza, che riprenderemo appena la curva dei contagi consentirà di farlo in assoluta sicurezza.

Il webinar avrà una durata più lunga del solito. La durata prevista è di 90 minuti per parlare di:

  • Di quanto aumenta il costo dell’energia nel 2021?
  • Consigli operativi per la gestione dei capitoli, la previsione della spesa energetica e l’adesione alle Convenzioni Consip
  • Come leggere la bolletta? Esempi di anomalie nei consumi e nelle tariffe
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