Il PUN torna nei ranghi

punDopo la fiammata rialzista degli ultimi mesi, che ha toccato il suo apice nel mese di gennaio, il PUN è rapidamente ritornato in area 50 €/MWh. Possiamo “stare sereni”?

Il mese di gennaio è stato un mese di tensione sui mercati energetici, che hanno preoccupato non poco i responsabili della spesa energetica, specialmente per le amministrazioni in fornitura con una tariffa variabile.

La domanda che si sono posti in molti è: “se iniziamo l’anno con con un costo maggiorato di 16 €/MWh, le somme accantonate sul Capitolo Energia Elettrica per il 2017 saranno sufficienti per arrivare a fine anno?

Lo scorso mese di novembre, nei giorni in cui il PUN stava facendo registrare nuovi massimi fino a toccare 80 €/MWh il 15 novembre, abbiamo pubblicato un articolo che dava indicazioni sulle somme da accantonare nel 2017 per far fronte alla spesa energetica (Quanto impegnare sul Capitolo energia elettrica per il 2017?). In quella sede abbiamo stimato un PUN medio nel 2017 in crescita di 10 €/MWh rispetto al 2016, con un valore medio atteso in area 50/55 €/MWh. Nonostante la salita repentina di inizio anno, con il PUN che ha fatto registrare un valore medio di 72 €/MWh, per il 2017 confermiamo la previsione di un costo medio della componente energia a 50/55 €/MWh, con un aumento su base annua di circa 10 €/MWh.

Di seguito riproponiamo il grafico storico del Pun, che aiuta a dare la giusta dimensione al fenomeno degli ultimi mesi.

 pun storico

Nonostante la repentina salita, il PUN ha superato solo di poco la soglia di 70 €/MWh, che aveva contenuto i prezzi mensili degli ultimi 4 anni. La salita è stata senz’altro straordinaria e, probabilmente, la più repentina della storia del PUN, in termini di ampiezza e rapidità. Ciononostante, i prezzi restano ancora su livelli fisiologici proprio perché la salita è iniziata dai minimi storici.

 pun

Dunque, i prezzi dell’energia elettrica a Gennaio sono stati senza dubbio eccezionali, e non possono essere presi a riferimento per stimare il costo dell’energia per il resto dell’anno. Il PUN a 72 €/MWh è stato il risultato della combinazione di due importanti eventi che hanno contribuito a determinare l’impennata dei prezzi e che difficilmente potranno ripetersi nei prossimi mesi.

Cosa è accaduto? In un mercato elettrico già sotto pressione per il fermo di 1/3 della produzione elettrica nucleare francese, si è abbattuta un’ondata di gelo senza precedenti, che ha fatto schizzare i consumi per riscaldamento in Italia e in tutta Europa. Il fattore climatico è stato certamente determinante e, come accaduto in passato in caso di eventi estremi, il prezzo dell’energia elettrica ha avuto la consueta fiammata, che si è poi spenta con le temperature ritornate a livelli di normalità.

Fenomeni di questo tipo sono assolutamente fisiologici sul mercato elettrico, dove si scambia una materia prima che non è immagazzinabile, se non in minima parte. In queste occasioni gli impianti di produzione di energia elettrica a gas (termoelettrico) vivono momenti di gloria riaffermando il ruolo strategico nell’assicurare la sicurezza dell’approvigionamento e del funzionamento del sistema energetico. Proprio la disponibilità di capacità termoelettrica inutilizzata ha evitato problemi ben più gravi per il sistema elettrico nazionale.

I responsabili degli uffici acquisti devono preoccuparsi?

Secondo noi possono “stare sereni”. Sicuramente è importante tenere d’occhio i prezzi di mercato, ma questo va fatto con il giusto orizzonte temporale. Per chi ha una tariffa variabile, i conti si fanno alla fine del contratto. Nell’arco di un anno abbiamo 12 cicli di fatturazione con 12 prezzi diversi. A nostro giudizio il costo medio sarà certamente in salita nel 2017, ma solo per circa 10€/MWh in più rispetto al 2016. Considerando che il costo complessivo della fornitura elettrica è mediamente di circa 200 €/MWh, la percezione della variazione di spesa risulterà certamente gestibile.

Più attenzione sui quantitativi consumati che sulla tariffa

Torniamo a ripetere: se si vuole risparmiare, è meglio concentrarsi sui kWh consumati, implementando iniziative rivolte al contenimento dei consumi. La tariffa è secondaria, purché si acquisti l’energia nel rispetto degli obblighi normativi in materia di approvvigionamento energetico, ovvero in fornitura con una Convenzione Consip o di una Centrale di Committenza regionale. Nel 99% dei casi la tariffa Consip è imbattibile e non vale la pena di farsi illudere da fantomatiche “tariffe a sconto Consip”. Nelle prossime settimane approfondiremo questo tema.

Intervenire sui consumi è certamente complicato, e la sensazione più comune nella PA è di impotenza. Da dove partire? Noi una risposta l’abbiamo e si chiama BenchMonitor, il servizio che da un lato semplifica il lavoro degli uffici amministrativi preposti alla bollettazione, e dall’altro, con l’Energy Benchmarking, offre agli uffici tecnici una selezione di edifici e di impianti di pubblica illuminazione da sottoporre a diagnosi energetica.