Esito Salvaguardia 2021-22. Enel spinge i prezzi ai minimi storici

Enel conquista due terzi del mercato di Salvaguardia ai danni di Hera Comm. Cresce A2A che si aggiudica la Lombardia. Il calo dei prezzi rende il servizio di Salvaguardia competitivo rispetto alle offerte di mercato libero.

La scorsa settimana, Acquirente Unico ha pubblicato l’esito della Gara per individuare il fornitore del servizio di Salvaguardia per il biennio 2021-22. Per la terza edizione consecutiva, assistiamo ad un notevole ridimensionamento dei prezzi, specie nei lotti meridionali.

Il protagonista assoluto della gara è senza dubbio Enel Energia, che si aggiudica 6 dei 9 lotti messi a gara. Enel cresce ai danni di Hera Comm, che passa dai 7 lotti su 10 del Biennio dell’edizione 2019-20 al solo lotto 6 Campania, Abruzzo e Umbria per il biennio 2021-22. A2A, “terzo incomodo” della passata edizione, consolida la sua posizione confermandosi nel lotto 4, Marche, Toscana e Sardegna, e vincendo il lotto 2 Lombardia.

 

Enel e la Salvaguardia, da “market maker” a protagonista

Come è giusto che sia, Enel è sempre stato presente a tutte le edizioni della gara del servizio di Salvaguardia. L’approccio alla gara di Enel assomigliava a quello del market maker nei mercati finanziari. Un operatore sempre presente, fondamentale per assicurare la liquidità del mercato, che stabilisce le dimensioni del recinto, lasciando agli altri decidere cosa prendersi. Grazie alla costante presenza di Enel, Acquirente Unico ha potuto bandire serenamente la gara per il servizio di Salvaguardia senza il timore di un lotto deserto, sapendo che l’offerta di Enel non sarebbe mancata.

Questo potrebbe spiegare l’esito della gara Salvaguardia per il biennio 2019-20, nella quale Enel si è aggiudicato solo due lotti, Calabria e Sicilia. Un esito analogo si è registrato appena due mesi fa per il servizio di Ultima Istanza Gas, ceduto interamente ad Hera Comm, ad eccezione di Calabria e Sicilia (sul tema Ultima Istanza Gas 2020/21 (FUI): ad Hera Comm 8 Lotti su 9).

Per il biennio 2021/22 Enel ha deciso di non rinunciare più a nulla, abbassando pesantemente il valore del parametro Omega, ovvero dello spread sul PUN che determina il costo della materia prima nella bolletta del Servizio di Salvaguardia.

L’effetto sul mercato è stato evidente. La quota di mercato Enel passa dal 23% al 63% e gli spread subiscono una pesante contrazione. Nei lotti Calabria e Sicilia, precedentemente gestiti da Enel, il valore del parametro Omega si è addirittura dimezzato.

Enel Energia non è l’unico fornitore ad aver abbassato l’asticella dei prezzi. Probabilmente, proprio l’ulteriore contrazione dei prezzi offerti da parte di Hera Comm e A2A ha evitato un clamoroso cappotto da parte di Enel.

L’accresciuta concorrenza fa bene ai prezzi, che scendono su tutti i lotti messi a gara.

La colonna delle variazioni di prezzo rispetto alla passata edizione è di colore rosso in tutte le regioni, con l’unica eccezione dell’Umbria, penalizzata dall’accorpamento al Lotto Campania. Infatti, per l’Edizione 2021/22 è leggermente cambiata la composizione dei lotti, ridotti da 10 a 9. La Sardegna è stata accorpata al lotto 4 e l’Umbria passa dal lotto 4 al Lotto 6, in compagnia di Campania e Abruzzo.

Il tasso di switching resta alto

In 14 regioni su 20, il 1° gennaio 2021 i consumi delle utenze di Salvaguardia senza un contratto di fornitura passeranno automaticamente ad un nuovo esercente il Servizio di Il tasso di switching è un interessante indicatore della vivacità della gara. Come in tutte le competizioni di mercato, l’interesse ad aggiudicarsi i lotti degli altri partecipanti determina l’abbassamento dei prezzi.

E’ interessante osservare la mappa delle aggiudicazioni delle ultime 4 edizioni a partire dalla gara relativa al periodo 2014-16, quando gli spread toccarono livelli senza precedenti in tutti i lotti aggiudicati a Enel Energia. Nel biennio 2014-16 rimanere senza un contratto di fornitura significava pagare una costosa componente Omega in tutta Italia. In Calabria si raggiunse il livello record di 113 €/MWh, una maggiorazione sul costo dell’energia elettrica in grado di contribuire al dissesto delle amministrazioni comunali più fragili.

Nell’edizione 2017/18, per la prima volta gli spread cominciarono a scendere. In quell’occasione ci fu un record di avvicendamento tra i fornitori, con switch su 17 regioni su 20. Nel nostro articolo sul tema titolammo Salvaguardia 2017/18: Enel e Hera si scambiano i lotti e le tariffe scendono.

Discesa degli spread anche nella successiva edizione 2019/20. Il calo degli spread si conferma tra il 35% e il 40%, con valori dell’Omega che si avvicinano allo spread di mercato su tutte le regioni italiane, ad eccezione di Calabria e Sicilia, le uniche regioni andate al “market maker” Enel Energia (sul tema Energia Elettrica 2019/20. La Salvaguardia fa meno paura).

 

Gli esiti della gara 2021/22 confermano la stessa tendenza delle due precedenti edizioni. Ancora una volta la riduzione media dell’Omega rispetto all’edizione precedente è del 36%! Lo Spread più basso d’Italia si registra nel Lotto aggiudicato ad A2A in Lombardia. La maggiorazione Omega, per un Amministrazione che rimane senza contratto, è di appena 10,17 €/MWh, oltre al corrispettivo Csal, non applicato agli altri clienti del mercato libero (pari a di 5 €/MWh calcolato sui consumi al netto delle perdite di rete).

I prezzi della Salvaguardia diventano competitivi

Con l’ulteriore calo degli spread, il contratto di Salvaguardia raggiunge un livello in grado di competere con le offerte di mercato libero, specie se si considera che alla Salvaguardia non si applica il corrispettivo PCV. Il risultato sorprendente è che, sulle utenze con consumi ridotti, il costo della Salvaguardia può risultare più conveniente del servizio di Tutela!

Per il biennio 2021/22 il costo del Servizio di Salvaguardia, con un valore medio del parametro Omega di circa 15 €/MWh, sarà il più basso della storia. Non fa testo la primissima gara del 2008 relativa ai mesi da maggio a dicembre 2008.

A quanto ammonta il calo della bolletta elettrica

Se il calo di spread è così elevato, la domanda che nasce spontanea è: “cosa succede alla bolletta elettrica del mio Ente a partire dal 1° gennaio 2021?”

A scanso di equivoci, va fatta una doverosa premessa: avere i contratti in Salvaguardia continua ad essere un fatto che comporta danno erariale certo, al pari di contrarre fuori Consip (sul tema Energia Elettrica e gas: lo sconto su Consip non esiste!). Pertanto, riferendosi al calo del parametro Omega, non si dovrebbe parlare di risparmi, ma di riduzione del costo.

Qual è l’impatto sulla bolletta elettrica della riduzione del 36% del parametro Omega? Purtroppo l’elevata incidenza degli oneri diversi dalla materia prima rende l’impatto trascurabile. Per ogni MWh di Consumi in Salvaguardia, la riduzione media di spesa per l’energia elettrica è di appena il 4,50%, un valore compreso tra il leggero incremento dell’Umbria ed il calo del 12,50% per un’amministrazione Calabrese.

 

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