Dal 2016 scende il costo delle penali per prelievi di energia reattiva

Nel nuovo periodo di regolazione, si abbassa il livello oltre il quale scattano le penali per prelievi di energia reattiva. La vera sorpresa è rappresentata dalla riduzione della penale di oltre il 70,00% rispetto al passato. Rafforzati i poteri dei gestori della rete di richiedere un adeguamento degli impianti.

Negli ultimi anni gli oneri di rete sulla bolletta elettrica sono costantemente aumentati, ma nel caso delle penali per prelievi di energia reattiva l’AEEGsi ci ha riservato una piacevole sorpresa. Sono state introdotte due sostanziali modifiche: da un lato è stato introdotto un nuovo scaglione e la penale è dovuta già al superamento del 33% dei prelievi di energia reattiva, dall’altro si è ridotto sensibilmente il valore unitario della penale, determinando complessivamente un risparmio di circa il 70%. Scopriamo perché.

Il ruolo della penale reattiva

Il transito di energia reattiva, pur connaturato al funzionamento del sistema elettrico, determina un maggiore utilizzo della rete e maggiori perdite di energia elettrica.
Per ridurre tali effetti, l’AEEGsi ha introdotto apposite componenti tariffarie per indurre i consumatori, in caso di prelievi eccessivi di energia reattiva, ad inserire nei propri impianti dispositivi in grado di ridurre i prelievi di energia reattiva e quindi le penali connesse. Si parla di rifasamento degli impianti, ottenuto con dispositivi come i banchi di condensatori.
Il gettito derivante dall’applicazione delle penali è poi dedicato alla copertura dei costi derivanti da interventi per la promozione dell’efficienza energetica negli usi finali di energia elettrica.

Come si calcola la penale

In bolletta sono riportati, unitamente ai prelievi di energia attiva espressi in kWh, i prelievi di energia reattiva misurati in kVARh, dove VAR rappresenta Volt (Tensione) per Ampere reattivi (corrente elettrica reattiva). Quando il rapporto è inferiore a certe soglie, non è previsto alcun costo aggiuntivo per il cliente. Al superamento delle soglie si paga un corrispettivo definito dall’AEEGsi per ogni kVARh di energia reattiva in eccesso.

Cosa cambia dal primo gennaio 2016

Fino al 31-12-2015 i prelievi di energia reattiva comportavano una penale quando rappresentavano più del 50% dei prelievi di energia reattiva. A partire dal 01 gennaio 2016 saranno applicate penali in bolletta già al superamento della soglia del 33%.

L’introduzione di un nuovo scaglione aveva fatto legittimamente immaginare che dal 2016 avremmo visto aumentare le penali da pagare. Sorprendentemente non è così: la riduzione del costo farà risparmiare soldi ai titolari di impianti elettrici sfasati, riducendo l’interesse dei clienti energivori ad acquistare dispositivi per rifasare gli impianti.

Nella tabella seguente sono riportati i valori unitari di penali praticati fino al 2015 e quelli che saranno applicati a partire dal 2016. Come si può notare, il valore unitario delle penali scende di oltre il 70%.

tariffe energia reattiva

E’ doveroso ricordare che, se da un lato è stata ridotta la tariffa, dall’altro sono stati rafforzati i poteri del gestore della rete, che potrà richiedere un adeguamento dell’impianto (art. 23 TIT), nel caso in cui:

  • Il cos ϕ istantaneo nel momento di massimo carico, per prelievo in periodo di alto carico, è inferiore a 0,9 (Energia Reattiva superiore al 50%);
  • Il cos ϕ medio mensile è inferiore a 0,7 (Energia Reattiva superiore al 100%);
  • Il cliente immette in rete potenza reattiva.

Simulazione di calcolo

ipotesiUn esempio pratico ci aiuta a dare il giusto peso all’incidenza del costo connesso alle penali reattive e a quantificare la portata del risparmio di cui parliamo. Abbiamo ipotizzato il caso di una utenza di Media tensione con i consumi di energia attiva e reattiva riportati in tabella.

Nella seguente tabella abbiamo calcolato l’ammontare delle penali dovute con il vecchio sistema e quelle dovute a partire dal 1° gennaio 2016.

simulazione costo reattiva

Innanzitutto va rilevato che l’incidenza delle penali per prelievi di energia reattiva era relativamente basso anche con la vecchia regolazione. Nel caso in esame, a fronte di una bolletta complessiva di €4.570,00 di imponibile, la penale era di €62,30, pari al 1,36% del costo complessivo.

Con le nuove tariffe il cliente paga €8,40 in più per lo scaglione 33%-50% ma, grazie alla riduzione dei corrispettivi unitari per i prelievi di energia reattiva superiori al 50%, risparmia complessivamente ben €43,65, pari a circa il 70% della penale dovuta.

Guardano un esempio numerico e l’incidenza percentuale delle penali rispetto alla bolletta complessiva, è evidente che il problema del rifasamento degli impianti si pone solo per utenze particolarmente energivore. Salvo espressi obblighi imposti dal gestore della rete elettrica, prima di affrontare un investimento in dispositivi di rifasamento, è opportuno effettuare una attenta valutazione di costi benefici soprattutto alla luce della riduzione delle penali connesse ai prelievi di energia reattiva.

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