Crisi energetica: il disastro arriva in bolletta!

L’ultima ondata rialzista avrà un effetto devastante sui costi energetici del secondo semestre 2022. Due esempi pratici mostrano la portata degli aumenti sulla spesa per l’energia elettrica delle Amministrazioni Comunali.

Prima di consultare le bollette del mese di agosto, è necessario sedersi in posizione comoda e fare tre profondi respiri. Per i deboli di cuore si consiglia di rinunciare, o farsi assistere da un collega. L’effetto in bolletta dell’ultima ondata rialzista è devastante.

L’aumento sembra eccessivo? C’è un’ulteriore brutta notizia. Il mercato sta esprimendo prezzi ancora più alti per tutto il 2023. In mancanza di eventi tali da invertire la rotta, è probabile che rimpiangeremo la bolletta di agosto. In altre parole, la vera crisi energetica inizia ora.

Cosa succederebbe alla spesa energetica dei prossimi mesi se i prezzi che esprime il mercato a metà agosto fossero confermati? Alcuni esempi numerici aiutano a capire le proporzioni gigantesche del problema. In questo articolo ci soffermiamo sui conti di un paio di amministrazioni comunali attive con il nostro servizio. Naturalmente, i ragionamenti restano validi per qualsiasi consumatore.

I numeri sono sconfortanti.

Non è necessario avere una Laurea in Economia per capire che il sistema economico collasserebbe.

L’ineluttabile si è compiuto

Ad aprile titolavamo Crisi energetica, i mercati si preparano al peggio. Sembrava che i mercati avessero retto il colpo determinato dall’invasione russa, ma i prezzi futures con le consegne più lontane nel tempo non lasciavano presagire nulla di buono.

A giugno titolavamo Crisi energetica. Riparte la corsa dei prezzi. La riduzione dei flussi di gas dalla Russia, evento solo temuto dopo l’invasione dell’Ucraina, si è effettivamente verificata. I prezzi hanno raddoppiato i valori, stracciando il record storico registrato dal PUN nel mese di marzo.

Nel corso dell’estate, i prezzi dell’energia elettrica hanno messo il turbo, proiettandoci in una nuova epoca. Un’epoca in cui ci vuole più di mezzo euro per un kilowattora. Un’epoca in cui il governo è impotente e non ha più cartucce da sparare.

Per intenderci, l’azzeramento degli oneri di sistema, una misura che comporta lacrime e sangue per il bilancio dello Stato, fa risparmiare ai consumatori circa 50 €/MWh. Se consideriamo che in poche settimane i prezzi sono passati di 250 a oltre 600 €/MWh, è evidente l’impotenza del Governo di fronte alla devastazione che la nuova ondata rialzista porterà nel nostro sistema economico.

Purtroppo siamo solo all’inizio. Le bollette di agosto rappresentano solo la prima mazzata di un secondo semestre 2022 che il mercato si aspetta con valori dell’energia elettrica superiori a 600 €/MWh.

L’ultima ondata di aumenti è la peggiore dallo scoppio della crisi e sta interessando tutte le scadenze, con un picco atteso a fine anno.

A differenza dei rialzi precedenti, non stiamo assistendo ad una fiammata dei prezzi, legati a temi speculativi. La salita dei prezzi è la risposta del mercato che si adegua agli squilibri strutturali tra domanda e offerta.

Il risultato è che un megawattora di energia con consegna nel mese di dicembre 2022 il 19 agosto ’22 è scambiato a 641 €/MWh. Un livello 10 volte superiore a quello che fino a poco più di un anno fa avremmo definito ragionevole.

Ci aspetta un inverno terribile.

Per le amministrazioni Comunali che acquistano energia elettrica per illuminare le strade la bolletta è destinata a lievitare ulteriormente con l’accorciarsi delle giornate.

L’impatto sulla bolletta elettrica delle amministrazioni comunali

Quando i prezzi di mercato si muovono così in fretta, è difficile avere un’idea precisa dell’impatto sulla bolletta elettrica. Finché non si contabilizzano le fatture effettivamente ricevute, si fa fatica ad avere la percezione del disastro. Cosa si devono aspettare i responsabili degli uffici preposti alla gestione delle bollette? Di quanto aumenta esattamente la bolletta?

Per rispondere ricorriamo ad un paio di esempi di amministrazioni comunali in attive con il nostro servizio BenchMonitor©, per la gestione delle forniture energetiche.

Fornitura da sempre a prezzo variabile

Un primo esempio riguarda il caso di un’Amministrazione Comunale di 13.000 abitanti, 45 POD, un consumo medio di circa 1 GWh e un peso di utenze di pubblica illuminazione del 67%.

Per agevolare l’interpretazione dei dati, abbiamo scelto un cliente che ha sempre avuto forniture a prezzo variabile.

Se nel mese di giugno la spesa per l’energia elettrica è stata di 18.880 euro (iva inclusa), a luglio la bolletta sale a 43.000 euro. Il calcolo della spesa per i mesi futuri, basata sul consumo medio del mese e sui prezzi a termine dell’energia elettrica registrati il 19 agosto, ci dice che la bolletta sfiorerà i 100.000 euro a dicembre. In un solo mese, nonostante l’azzeramento degli oneri di sistema, il nostro Comune spenderà la cifra che solitamente spendeva in sei mesi di fornitura.

Un vero disastro per le casse degli enti pubblici. Dove prenderanno le risorse? Di certo non potranno contare sui contributi straordinari agli enti locali previsti dal DL energia di inizio anno, quando ci si illudeva che la crisi fosse gestibile con uno sconto in bolletta o un piccolo contributo. Per un approfondimento Quanto si risparmia con il taglio degli oneri di sistema? Nel nostro esempio il contributo straordinario ammonta a circa 20.000 euro, sufficienti a mala pena a coprire un paio di  settimane di consumi.

Il problema è temporaneo o strutturale?

Per rispondere, diamo uno sguardo alla spesa annua sostenuta dalla nostra amministrazione comunale dal 2017, con la proiezione di spesa fino al 2024. Per i mesi futuri abbiamo utilizzato la stessa metodologia basata sui prezzi futures del 19 agosto, ipotizzando il ripristino degli oneri di sistema ad aprile 2023 al 50% e ad aprile 2024 al 100%.

Il grafico con i costi annui è impressionante.

Siamo ad inizio agosto ed abbiamo ricevuto fatture solo per 138.000, di un totale che supera 500.000. Nel 2022 il nostro Ente chiuderà l’anno con una variazione di spesa del 100% rispetto al 2021, anno risultato in aumento del 38% rispetto all’anno precedente. Il problema non è transitorio. Se le ipotesi fossero confermate, nel 2023 un PUN medio intorno a 500€/MWh potrebbe determinare un ulteriore aumento del 30%.

E’ evidente che almeno per altri due o tre anni il costo dell’energia sarà insostenibile per le casse degli enti pubblici, che dovranno trovare adeguate coperture anche sui bilanci pluriennali.

Naturalmente, l’esempio proposto è estensibile a tutti i consumatori finali, comprese le aziende.

Tanti imprenditori non hanno ancora la percezione del problema. Quando si renderanno conto delle proporzioni gigantesche del disastro, avranno la forza di andare avanti?

Fornitura a prezzo fisso

La fornitura di energia a prezzo fisso non è una soluzione. Prima o poi il contratto arriva a scadenza. Inoltre, per le PA dal 25 marzo non è più sottoscrivibile il contratto a prezzo fisso in Convenzione Consip (sul tema si rimanda all’articolo del 28 marzo Convenzioni Consip energia elettrica e gas: sospesi i prezzi fissi e dell11 luglio Pubblicata la gara Consip Energia Elettrica 20: il prezzo fisso non c’è più! ).

Di quanto aumenterà la bolletta quando scadrà il contratto a prezzo fisso?

Proponiamo di seguito l’esempio di un’amministrazione comunale che ha sottoscritto un contratto a prezzo fisso con decorrenza 1° novembre 2021 e scadenza 31 ottobre 2022.

A novembre, quando il costo in bolletta si adegua al mercato, il costo unitario di 1 megawattora passa da un mese all’altro da 90 €/MWh a 600 €/MWh. La bolletta si moltiplica per 6, schizzando oltre i 100.000 euro/mese.

L’aumento improvviso è un fenomeno che crea sconcerto. Chi lo subisce tende a focalizzarsi sul costo in aumento, che si adegua alle nuove condizioni di mercato, dimenticandosi dei benefici ricevuti con il prezzo bloccato, divenuto obsoleto.

I prossimi appuntamenti

Nel prossimo articolo parleremo della bolletta del gas del prossimo anno termico. La situazione è talmente critica che l’ARERA a fine luglio è intervenuta modificando il meccanismo di calcolo dei corrispettivi del mercato di Tutela e ultima istanza (FUI). Molto probabilmente, anche i corrispettivi a prezzo variabile della Convenzione Consip Gas Naturale sono destinati a subire la stessa sorte.

Martedì 6 settembre abbiamo fissato il Workshop con i clienti attivi con il servizio BenchMonitor. Considerate le condizioni drammatiche dei mercati energetici, riproponiamo il tema “La gestione delle forniture in tempo di guerra”. Come al solito dedicheremo la prima parte ad esaminare l’attuale contesto di mercato, augurandoci di commentare una situazione migliore rispetto alla fotografia scattata il 19 agosto. Nella seconda parte passeremo dalla teoria alla pratica, confrontandoci con tutti i nostri clienti sulle migliori strategie operative da adottare per ottimizzare la gestione delle forniture energetiche.

Il mondo è cambiato non possiamo più permetterci sprechi. Occorre intervenire con la massima urgenza per arginare le conseguenze di una crisi destinata a modificare i nostri stili di vita.

Le iscrizioni al workshop sono già aperte. Iscriviti subito

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