Bolletta Gas: poteva andare peggio!

Solo un fortunato caso ha consentito alla bolletta del gas delle forniture in Consip, Tutela e FUI, di contenere i rincari degli ultimi 9 mesi. Con l’aumento della volatilità, l’indice Pfor risulta inadeguato al suo ruolo, con effetti distorsivi al funzionamento del mercato del gas al dettaglio. Ha senso continuare ad usarlo?

Siamo nel pieno della crisi energetica, in un contesto caratterizzato da notevole incertezza e mercati incapaci di esprimere prezzi di equilibrio. L’improvvisa esplosione della volatilità ha evidenziato l’inadeguatezza di alcuni meccanismi di definizione del costo dell’energia.

La prima vittima del nuovo contesto di mercato è stato il prezzo fisso della Convenzione Consip, sospeso dal 25 marzo, oggetto dell’approfondimento della scorsa settimana Convenzioni Consip energia elettrica e gas: sospesi i prezzi fissi.

Se i prezzi variabili non riflettono l’andamento del mercato, o i prezzi fissi sono definiti con logiche che impediscono agli operatori di dotarsi di strumenti di copertura, i meccanismi di definizione del costo in bolletta sono inadeguati. L’inadeguatezza, associata alla volatilità del mercato, genera extraprofitti o extraperdite, con effetti distorsivi per il corretto funzionamento del mercato.

In un contesto senza precedenti, con il governo che introduce una tassa retroattiva basata su presunti extraprofitti degli operatori del settore energetico, analizziamo la dinamica dei prezzi del gas. In particolare, ci concentriamo sull’indice Pfor, utilizzato da ARERA per determinare i corrispettivi del mercato di Tutela.

Pfor, una variabilità molto particolare

L’indice Pfor nasce nel 2013, in un’epoca in cui la principale preoccupazione del regolatore era svincolare il prezzo del gas dagli indici legati al prezzo del petrolio. E’ un parametro molto importante, al quale sono indicizzati tanti contratti del mercato libero, compreso la Convenzione Consip utilizzata dalle PA per l’acquisto di gas naturale e il servizio di ultima istanza (FUI e Servizio Di Default).

L’indice Pfor è considerato un indice a prezzo variabile, tuttavia ha una variabilità molto particolare. Non riflette puntualmente l’andamento del mercato del gas. Non è calcolato in base a quanto è costato il gas nel mese in cui sono maturati i consumi, come per esempio avviene per l’indice PUN, utilizzato per le forniture elettriche.

L’indice Pfor è definito da ARERA con una frequenza trimestrale, in base ai prezzi a termine del gas del trimestre di consegna, sull’Hub olandese TTF. Anche se il valore del Pfor viene comunicato nei giorni a ridosso l’inizio del trimestre, il calcolo è effettuato con notevole anticipo, nel secondo mese antecedente l’inizio del trimestre. In pratica, ARERA si prende 1 mese di tempo per calcolare e comunicare il valore dell’indice. Un mese durante il quale può succedere di tutto, ad esempio può scoppiare una guerra!

Oltre al tardivo aggiornamento, il Pfor presenta un secondo importante limite: essendo calcolato 4 volte all’anno, la fornitura di gas indicizzata al Pfor ha un costo legato alle condizioni del mercato osservate in 4 mesi su 12. Se consideriamo che il grosso dei consumi di gas matura nei due trimestri invernali, la fornitura di gas a prezzo variabile dipende dai prezzi del gas naturale registrati nel mese di agosto e nel mese di novembre. Il mercato di appena due mesi determina il costo annuo del gas naturale dell’intero anno!

Poteva andare peggio

Come è andata per l’anno termico appena concluso? Come ha impattato la crisi energetica sui contratti di fornitura di gas indicizzati al Pfor?

Nell’anno termico segnato dalla peggiore crisi energetica della storia del gas naturale, abbiamo avuto la migliore indicizzazione possibile. Più precisamente, abbiamo avuto la migliore indicizzazione dal punto di vista dei clienti, ma la peggiore dal punto di vista dei fornitori.

Osservando il grafico che mostra l’andamento dei prezzi spot del gas naturale sul TTF, possiamo osservare un andamento ad ondate, che in qualche modo ci ricorda l’andamento della pandemia. Negli ultimi 9 mesi abbiamo osservato tre ondate, una ogni tre mesi. Il caso ha voluto che il mese di fissazione del prezzo del gas per il trimestre successivo fosse proprio il mese precedente l’ondata.

Per il trimestre novembre-dicembre 2021, quando sul mercato spot il gas si comprava a 1 € a metro cubo, il parametro Pfor era fissato sui livelli di agosto a 47,79 €cent/smc. In pratica, il fornitore Consip o del mercato di ultima istanza vendeva a metà prezzo. Un prezzo così basso da rendere la fornitura FUI, molto più competitiva di qualsiasi contratto del mercato libero indicizzato al TTF.

Un nuovo colpo di fortuna per i clienti con la bolletta legata al Pfor si è verificato anche per il trimestre gennaio-marzo 2022. A novembre 2021 viene fissato il prezzo a 84,86 €cent/smc, e il mese successivo si assiste ad una nuova fiammata rialzista, che spinge i prezzi fino ai massimi prenatalizi a ridosso di 2 €cent/smc. Se la fiammata rialzista si fosse verificata solo un mese prima, avremmo avuto una bolletta decisamente più salata.

L’ultimo atto lo abbiamo vissuto nel trimestre corrente. Il Pfor per il trimestre da aprile a giugno 2022 è stato fissato lo scorso febbraio, ed è pari a 83,81 €cent/smc, in leggero calo rispetto al trimestre precedente. Essendo l’indice comunicato da ARERA, qualcuno può pensare che si sia trattato di uno sforzo del Governo per contenere gli effetti della crisi energetica. Niente di più sbagliato! Il Pfor leggermente più basso rispetto al primo trimestre è un altro colpo di fortuna. Se la Russia avesse invaso l’Ucraina un paio di settimane prima, oggi l’Autorità avrebbe quantificato il costo trimestrale ragionando su valori di almeno 30 €cent/smc più elevati!

Cosa sarebbe accaduto se avessimo usato un indice simile al PUN?

Se l’indicizzazione dei contratti fosse stata simile al PUN, con una indicizzazione alla borsa del gas, ad esempio al valore medio del MGP-GAS, nel trimestre ottobre -dicembre 2021 il costo sarebbe stato doppio (99,60 €cent/smc anziché 47,80).

Nel trimestre appena iniziato, il prezzo del gas è di circa 125 €cent/smc con un Pfor a 83,82 €cent/smc. Un divario talmente ampio da incentivare comportamenti opportunistici. Ad esempio, un cliente con contratto legato al TTF consegue un risparmio se passa un paio di mesi in Fornitura di Ultima Istanza!

Se il costo dell’energia dipende dalla sorte

Tutto questo ha un senso? Si può permettere ad un indice “casuale” di esprimere il costo del gas nei contratti a prezzo variabile? Guai a pensare che sia un indice che tutela i consumatori. Solo una serie di fortunati eventi ha consentito di limitare i danni causati dalla crisi energetica. Eventi fortunati dal punto di vista dei consumatori, ma sfortunati per i fornitori, che vendono energia con contratti indicizzati al Pfor.

Se i fenomeni che hanno caratterizzato le ondate rialziste si fossero verificati un mese prima, oggi staremmo descrivendo un film completamente diverso.

La ruota gira, e nel prossimo anno termico la lotteria dei prezzi potrebbe determinare prezzi ad agosto e novembre più alti degli altri mesi. Potrebbe anche cambiare la tendenza di mercato. Con un mercato ribassista, l’indice Pfor è il peggiore possibile.

La volatilità dei prezzi degli ultimi mesi ha messo a nudo l’inadeguatezza di un indice definito in un’altra epoca, quando la borsa del gas muoveva i primi passi. E’ giunto il tempo di intervenire, prima che dalla lotteria dei prezzi escano i numeri sbagliati.

La gestione delle forniture in tempo di guerra

La crisi energetica sta determinando profondi cambiamenti nel modo di gestire le forniture energetiche. Non possiamo più dire “abbiamo sempre fatto così”.

Se la volatilità dei prezzi ci impedisce di prevedere la spesa a fine anno, dobbiamo monitorare in corso d’anno la direzione che sta prendendo.

Se i fornitori lavorano in perdita, un giorno di ritardo nei pagamenti può portare alla risoluzione contrattuale.

Se l’energia ha un costo 5 volte più alto rispetto a 12 mesi fa, gli sprechi diventano inaccettabili.

I cambiamenti in atto non vanno sottovalutati e richiedono interventi urgenti, non più prorogabili.

Ne parleremo durante il Webinar del 5 maggio dal titolo: Tutorial Benchmonitor, la gestione della forniture in tempo di guerra. Se le bollette e i conti dell’Ente sono vittime della volatilità, è necessario difendersi, dotandosi di strumenti adeguati. E’ necessario prevedere la spesa, controllare la congruità dei consumi, verificare la correttezza dei corrispettivi, pagare puntualmente, gestire i rinnovi contrattuali ma soprattutto… azzerare gli sprechi!

ISCRIVITI AL WEBINAR RISERVATO AI DIPENDENTI PUBBLICI

 

Alcuni temi del Webinar saranno trattati in anteprima durante il Workshop del 12 aprile riservato ai clienti attivi con il servizio BenchMonitor. Inoltre, durante il workshop forniremo anticipazioni sulle nuove funzionalità, in uscita nei prossimi mesi, per la gestione delle forniture energetiche nel contesto di mutata volatilità dei prezzi energetici.

ISCRIVITI AL WORKSHOP RISERVATO AI CLIENTI BENCHMONITOR