Consip EE16. Meglio tariffa fissa o tariffa variabile?

miniatura grafico prodotto fisso

Una scelta complessa, che dipende dal mercato, dagli spread e dalla composizione dei consumi. Più rischi nella tariffa fissa che nella tariffa variabile.

E’ questa la domanda più gettonata che si pongono le amministrazioni che si accingono a trasmettere l’ordinativo di fornitura per l’acquisto di energia. Gran parte delle PA scelgono il fisso perché più rassicurante, rinunciando ad una valutazione di convenienza.

La tariffa fissa nasconde delle insidie, e può essere molto più rischiosa di quello che sembra.
Un approfondimento su come approcciarsi ad una scelta così importante.

Prezzo fisso scelta più rischiosa

Per la gran parte dei consumatori, prezzo fisso è sinonimo di basso rischio. Conoscere il prezzo riduce la variabilità della spesa ed agevola la programmazione.

Per le PA, abituate a conoscere in anticipo il corrispettivo dovuto al fornitore affidatario, la principale preoccupazione è quella di stanziare fondi sufficienti a coprire la spesa energetica. Scegliere il prezzo variabile significa esporsi al rischio che una dinamica sfavorevole del mercato elettrico possa far lievitare la spesa oltre le somme appostate nel bilancio di previsione.

Con il prezzo fisso si ha davvero la spesa energetica sotto controllo?

In realtà, il principale fattore di variabilità della spesa energetica è l’ammontare dei consumi. Le variazioni del mercato energetico hanno un impatto limitato. Non dimentichiamo che il costo della materia prima è una parte minoritaria del costo energetico. Una variazione del 10% del costo della materia prima incide per circa il 3% sul totale della bolletta. Può avere un impatto maggiore un’estate molto calda o un inverno molto freddo o, più in generale, un uso non efficiente. In sintesi, le PA che vogliono evitare brutte sorprese sul capitolo di bilancio destinato alla spesa energetica dovrebbero concentrarsi più sui consumi che sulla tariffa.

Prezzo fisso? Dipende dalla decorrenza

Dopo questa doverosa premessa, esaminiamo nel dettaglio il meccanismo di determinazione della tariffa fissa Consip e le sue insidie.
Nella valutazione di convenienza tra tariffa fissa e variabile della Convenzione Consip per l’acquisto di energia elettrica, molto dipende dal mese di decorrenza, specie nelle fasi di elevata volatilità del mercato.

Innanzitutto va precisato che con la tariffa fissa i corrispettivi sono determinati in base al valore del parametro “Prodotto Fisso” del mese di decorrenza richiesto, indipendentemente dalle condizioni di mercato nel momento di invio dell’ordine. Se invio oggi l’ordinativo per la decorrenza di agosto, in bolletta sarà applicato il corrispettivo ottenuto sommando gli spread al valore del “Prodotto Fisso” di agosto. Come vedremo meglio più avanti, quest’ultimo dipende dalle condizioni di mercato della seconda metà di aprile, che saranno note solo ad inizio maggio.

Se il mercato elettrico ad aprile dovesse subire un improvviso shock? Cosa succederebbe al nostro contratto? Mi ritroverei con 12 o 18 mesi di fornitura con un prezzo influenzato da un fenomeno di mercato, magari temporaneo, che ha condizionato il mercato elettrico dal 16 al 30 aprile.

Acquistare energia con la tariffa variabile presenta il vantaggio di avere un costo energetico determinato con 12 prezzi diversi, corrispondenti a 12 diverse condizioni di mercato. Il prezzo medio ottenuto si presenterà a fine contratto meno volatile di quello che può sembrare. Mediare i prezzi aiuta a contenere il rischio. E’ la stessa logica applicata nel settore finanziario, in cui, quando si acquistano strumenti rischiosi, i consulenti finanziari consigliano piani di accumulo per contenere i rischi di mercato.

Per capire meglio il ragionamento, diamo uno sguardo al mercato elettrico negli ultimi anni.

Negli ultimi anni l'indice PUN si è mantenuto sostanzialmente sugli stessi livelli di prezzo, con una accentuata volatilità infra annuale per effetto di temi speculativi del momento.

Se osserviamo le medie annue del PUN (fonte GME), dal 2014 ad oggi i prezzi sembrerebbero piuttosto stabili.

pun gme

Il grafico dei prezzi mensili mostra una prospettiva completamente diversa.

Il mercato è estremamente volatile, e risente di fenomeni speculativi che possono raddoppiare il prezzo nel giro di pochi mesi.

PUN STORICO

In questo periodo siamo in una fase ribassista. Dopo i massimi di settembre, il mercato ha perso quasi 1/4 del proprio valore.

Il bilancio da inizio anno è di un calo di circa il 13%.

Il grafico seguente mostra i prezzi giornalieri del derivato sulla borsa elettrica con consegna luglio-settembre 2019.

prezzi futures pun

Tale strumento, insieme agli altri "Quarter" che esprimono i prezzi per i successivi 12 o 18 mesi, determinano il valore del Prodotto Fisso usato da Consip per la tariffa fissa.

Negli ultimi mesi sono venuti meno i temi speculativi che avevano alimentato la salita dell'estate 2018 (sul tema Mercato Elettrico: la paura fa 90!).

  • la produzione nucleare francese nel 2019 è in ripresa;
  • in generale, il mercato sta scontando un rallentamento dell'economia globale.

La conseguenza è che il prezzo fisso è una scelta molto rischiosa, poiché può risentire di fenomeni speculativi temporanei.

Viceversa, con il prezzo variabile si mediano gli acquisti in un periodo di 12 mesi, con un bilancio globale più vicino a quello che è stato il valore medio di mercato.

Va inoltre considerato che il prezzo del mese di decorrenza viene fissato 4 mesi prima del mese di decorrenza, in base alla media aritmetica dei prodotti finanziari derivati.

Il seguente grafico, che troviamo nell’allegato Excel “Corrispettivi a prezzo fisso” scaricabile da acquistinrete.pa, mostra un valore del prodotto fisso in decisa discesa negli ultimi mesi.

 

Si può inoltre osservare un ampliamento del differenziale tra il Prodotto Fisso per la tariffa a 12 mesi (FIX12) e il prodotto fisso a 18 mesi (FIX18) nelle fasi di elevata volatilità.

prodotto fisso consip

A giugno il prodotto fisso si è attestato intorno ai 60 €/MWh. Quando è stato fissato tale prezzo? Ci sono state sensibili variazioni?

Capire il periodo di fissazione ci aiuta ad esprimere un giudizio più consapevole sulla congruità della tariffa che si sceglie.

grafico prodotto fisso

Nelle fasi di elevata volatilità, si possono determinare situazioni in cui il prezzo fissato è obsoleto e non rispecchia i valori che il mercato sta esprimendo quando si invia l’ordine.

Fisso o variabile? Verifichiamo gli spread

Dopo aver valutato le condizioni di mercato, un secondo elemento da considerare è rappresentato dagli spread praticati, e come essi incidano sui prezzi finali applicati in bolletta per ciascuna fascia di prelievo. Di regola, nella scelta tra fisso o variabile, gli spread rappresentano un fattore tutto sommato marginale rispetto alle aspettative sull’andamento del mercato elettrico. Ci sono però delle eccezioni, quando gli spread offerti determinano un significativo scostamento dei prezzi tra le fasce di prelievo.

Un esempio pratico aiuta a comprendere il ragionamento. Prendiamo il caso del prezzo fisso praticato da Enel nei lotti meridionali. In Campania, Calabria e Sicilia lo spread in F3 sul prodotto fisso, che di regola dovrebbe essere negativo, è rispettivamente pari a 10,38, 9,24 e di 8,10 €/MWh.

Il risultato? Ci troviamo una bolletta con un prezzo in F3 di 10 €/MWh più alto che in F1 e F2. Ovvero, l’esatto opposto di quello che dovrebbe essere. Lo possiamo verificare consultando il nostro strumento gratuito per la verifica delle tariffe energetiche Click&Check.

Di seguito, i prezzi della tariffa fissa a 12 mesi, Campania Lotto 13 con decorrenza maggio 2019.

clickcheckPRO

Se il peso dei consumi nelle tre fasce è omogeneo, il maggior costo in F3 è compensato dal risparmio in F1 e F2. Se però i consumi si concentrano in F3, la tariffa fissa è certamente da evitare.

CONCLUSIONI

La scelta tra Tariffa Fissa o Tariffa Variabile è decisamente complessa. Dipende dal comportamento del mercato elettrico nel mese di fissazione del prezzo, dalle aspettative di prezzo nei successivi 12 o 18 mesi, dalla composizione degli spread e dalla distribuzione dei consumi per fasce. 

E’ una scelta che va valutata caso per caso. La scelta ottimale per la fornitura con decorrenza maggio può essere diversa rispetto a ciò che dovremmo scegliere per la fornitura che parte ad agosto; il ragionamento da fare in Campania è diverso da quello da fare in Lombardia; la decisione può essere diversa se la Pubblica Illuminazione è gestita direttamente o affidata all’esterno. 

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 Giuliano Sarricchio - BenchSmart srl

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Tags: Mercati Energetici, Consigli Fisso o Variabile, Consip EE16

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