Ancora fuori da Consip? Ottobre, è tempo di recesso!

recessoPer le PA che nel 2015 non sono riuscite ad aderire a Consip è consigliabile programmare l'ingresso in Consip EE13 a febbraio 2016. Di seguito, alcuni utili consigli per l'esercizio del diritto di recesso.

Tante PA, in particolare tante piccole amministrazioni comunali, nel corso del 2015 sono rimaste fuori Consip per le forniture di energia elettrica a causa del rifiuto dell'ordinativo da parte di Gala.

Le amministrazioni che vogliono aderire alla centrale di committenza nazionale, anche per mettersi in regola con la stringente normativa in materia di approvvigionamento energetico (ed evitare guai con la Corte dei Conti), possono fin d'ora programmare gli atti amministrativi da compiere per regolarizzare i contratti il prima possibile.

Nel mese di novembre, dovremmo conoscere i nuovi fornitori Consip per il 2016 e prima delle ore 12.00 del 10 dicembre 2015, salvo lungaggini nella Consip EE13, e le amministrazioni potranno trasmettere l'ordine per la fornitura di energia elettrica dal sito web Consip (acquistinretepa.it), per la decorrenza della fornitura di energia elettrica dal 1° febbraio 2016.

I tempi e modalità di recesso per le forniture di energia elettrica (e gas)

La materia è disciplinata dalla delibera AEEG 144/07, applicabile alle forniture di energia elettrica in bassa tensione o con consumi di gas inferiori a 200.000 smc/anno. In linea generale, vale la regola dei tre mesi di preavviso, ma occorre tener conto anche delle specificità del cliente PA. Di seguito, vengono rappresentate le casistiche possibili partendo dai casi dove è sufficiente 1 mese fino alle situazioni con tempi contrattuali non derogabili.

Le differenze di trattamento possono dipendere da:

• Tipologia di utenza: bassa tensione o media tensione (per il gas superiore o inferiore a 200.000 smc);
• Mercato di provenienza: mercato libero, di tutela o salvaguardia (FUI per il gas);
• Per la PA aggiungiamo il tipo di contratto: nullo o regolare ai sensi della cd. Spending Review bis (dell'art. 1, comma 7, legge 135/2012).

Il tempo di recesso va calcolato, ai sensi dell'art. 7 della 144/07, "a partire dal primo giorno del primo mese successivo a quello di ricevimento della comunicazione di recesso da parte dell'esercente o del cliente finale". Facciamo un esempio: recesso a tre mesi effettuato nel mese di ottobre. Il recesso decorre dal 1° novembre 2015 e la fornitura potrà iniziare il 1° febbraio 2016, proprio quando potrà partire la fornitura Consip, trasmettendo l'ordinativo entro il 10 dicembre 2015. Occorre comunque tener presente la possibilità, non escludibile, che ci possano essere ritardi nella procedura di gara Consip EE13. In questo caso, sarà sempre possibile rimediare chiedendo una proroga di un mese, o due, al fornitore uscente per non correre il rischio di trovarsi al 1° febbraio 2016 senza un contratto di energia elettrica con conseguente Salvaguardia.

Va inoltre ricordato, che l'art. 5.2bis della 144/07 consente al cliente finale di avvalersi del "nuovo esercente per inoltrare la comunicazione di recesso al precedente fornitore". Naturalmente non è esclusa la possibilità che l'amministrazione trasmetta autonomamente la comunicazione di recesso. In questi casi è buona regola verificare nel contratto le modalità di comunicazione previste.

RECESSO A 1 MESE
Amministrazioni servite in regime di Tutela o di Salvaguardia o senza valido contratto

E' il tempo minimo possibile per poter cambiare fornitore. In questo caso non è necessario nessun recesso da parte dell'amministrazione e la decorrenza della fornitura è fissata al 1° giorno del secondo mese successivo all'invio dell'ordinativo, come previsto dal capitolato tecnico Consip. Se l'ordinativo è trasmesso nel mese di dicembre, la decorrenza sarà 1° febbraio. Si tenga presente che, anche se il capitolato Tecnico Consip, per la decorrenza del 1° febbraio 2016, prevede l'invio entro il 10 del mese, il fornitore ha tempo, in base alle tempistiche previste dall'autorità, fino alla fine del mese di dicembre per switchare con decorrenza 1° febbraio. Di conseguenza, il fornitore che avesse interesse a far partire la fornitura un mese prima, d'intesa con l'amministrazione ordinante, potrebbe derogare alla scadenza perentoria del 10 del mese.
La possibilità di recedere ad un mese, nel caso di PA, è molto frequente, perché sono ancora tante le amministrazioni con un contratto di fornitura di energia scaduto, rinnovato tacitamente o nullo ai sensi della spending review bis. In questi casi, le amministrazioni possono tranquillamente chiedere la decorrenza più breve, ma devono specificarlo nell'ordinativo. In mancanza di una precisa indicazione in tal senso, il fornitore applicherà la 144/07: trasmetterà recesso al fornitore uscente e aspetterà i tre mesi canonici prima di far decorrere la fornitura.

RECESSO A 3 MESI
Amministrazioni con utenze in bassa tensione (o meno di 200.000 smc) con regolare contratto di fornitura

In questo caso si applica la già più volte citata delibera 144/07, che all'articolo 4.2 inserisce in automatico il termine di preavviso di tre mesi indipendentemente da quanto è previsto nel contratto. In questi casi, l'amministrazione può trasmettere l'ordinativo e pazientare tre mesi. E' assolutamente inutile verificare cosa prevede il contratto!

RECESSO STABILITO CONTRATTUALMENTE
Amministrazioni con almeno una utenza in Media tensione (o più di 200.000 smc) con regolare contratto di fornitura.

Se c'è almeno una utenza elettrica (POD) in media tensione o una utenza di gas (PDR) con più di 200.000 smc/anno, non trova applicazione la 144/07 e il tempo di recesso è stabilito dal contratto. In questo caso, l'esistenza di almeno un' utenza in media tensione non deve intendersi in senso assoluto, ma è riferito al contratto dal quale si intende recedere. Ad esempio, se un'amministrazione ha due diversi contratti e solo in uno di essi ha una utenza in media tensione, potrebbe recedere a tre mesi in quello dove non sono presenti utenze in media tensione e rispettare i termini contrattuali nell'altro.

Tags: Consigli Operativi, Consip EE13, Aspetti Normativi, ARERA

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