Esito FUI GAS 2023-25, salgono gli spread e le differenze territoriali


La scorsa settimana sono stati pubblicati gli esiti della gara FUI GAS 2023-25, che ha individuato i fornitori che si faranno carico delle forniture che rimarranno senza un contratto per i prossimi due anni termici.

C’era tanta attesa e preoccupazione per l’esito della gara e si temeva potesse accadere per il gas quello che è accaduto per il Servizio di Salvaguardia (sul tema Esiti Salvaguardia 2023-24. il Nord ride, il Sud piange).

Come è andata la gara? Non sono mancati i colpi di scena. La procedura di gara ha richiesto due sessioni, dopo un primo tentativo deserto nell’Area 9 Calabria e Sicilia. Mediamente gli spread salgono, ma in misura tutto sommato accettabile. La criticità è rappresentata dalle differenze di spread tra le varie aree geografiche. In Lazio e Campania la gara è andata decisamente male, con spread raddoppiati. A sorpresa, in Veneto e Trentino gli spread FUI sono addirittura in discesa, con prezzi in grado di spiazzare le offerte del mercato libero.

Hera Comm ed Enel vincono in “sessioni alterne”. Manca il secondo classificato

L’esito della gara è sostanzialmente lo stesso di quello registrato due edizioni fa, nel 2020. Hera Comm si aggiudica le prime 8 Aree di prelievo, lasciando ad Enel Energia il nono, che comprende Calabria e Sicilia.

A prima vista sembrerebbe la solita gara, alla quale assistiamo da quasi 10 anni. Anche la procedura è sempre la stessa di sempre, nonostante gli sconvolgimenti del mercato degli ultimi due anni: ad agosto viene pubblicato il regolamento di Acquirente Unico e nella prima decade di settembre si svolge la procedura lampo di una gara che raccoglie la partecipazione dai soliti due operatori, Enel Energia ed Hera Comm.

A sorpresa, l’8 settembre 2023 l’unico operatore a qualificarsi correttamente é stato Hera Comm, che aveva presentato offerte su tutto il territorio nazionale ad eccezione dell’area 9 Calabria e Sicilia. Un esito senza precedenti, che ha richiesto una seconda sessione di gara. Nel giro di una settimana si è proceduto ad una nuova chiamata, e ancora una volta c’è stato un solo operatore a qualificarsi, questa volta Enel Energia.

Di fatto Hera Comm ed Enel Energia hanno vinto gareggiando in sessioni alterne, determinando un risultato senza un secondo classificato. Diversamente dagli anni passati, non ci sarà un secondo fornitore che potrà subentrare in caso di esaurimento dei volumi massimi offerti dal primo classificato.

La prima gara FUI Gas dopo lo scoppio della crisi

Durante la crisi, il FUI è stato fondamentale per consentire alle aziende in difficoltà, ma anche agli Enti Pubblici fuori Consip, di continuare ad approvvigionarsi di gas a condizioni ragionevoli, tant’è che nel 2022 i consumi in FUI sono triplicati. Una tendenza favorita dalla maggiore attenzione al rischio credito da parte dei fornitori di gas, che hanno preteso garanzie fideiussorie più alte del passato per mantenere in fornitura i propri clienti.

Tante aziende e PA in difficoltà hanno trovato rifugio nel FUI, le cui condizioni economiche, definite nell’estate del 2021, prima dell’aggravarsi della crisi energetica, erano migliori di quelle disponibili sul mercato. Gli spread del FUI erano ragionevoli ed era facilissimo accedere alla fornitura: bastava non fare nulla.

Non riesco a procurarmi la fideiussione per accedere alla fornitura di gas? Nessun problema vado in FUI.

Non riesco ad accedere alla Consip per una pregressa morosità? Pazienza, andrò in FUI.

Il FUI è stata un’ancora di salvezza che ci ha consentito di scaldarci serenamente, anche in tempi di crisi.

Era una situazione senza precedenti, destinata a normalizzarsi con l’adeguamento al mercato degli spread di ultima istanza. Non era sano che il servizio di ultima istanza potesse essere un comodo rifugio. Dal prossimo mese si torna alla normalità, e andare in FUI può costare molto caro.

Gli Spread salgono mediamente di 10 centesimi a metro cubo

Il dato medio è di uno spread di 24,74 €cent/smc, in crescita di 10 centesimi rispetto al valore medio di 16,70 €cent/smc della gara precedente.

Viste le preoccupazioni della vigilia, e considerato l’esito delle gare degli ultimi mesi, i valori espressi da Hera Comm ed Enel possono essere giudicati positivamente. A ben vedere, gli spread medi non sono molto distanti da quelli espressi dalle gare del 2019 e del 2020. Si tratta di un dato relativamente rassicurante, che conferma la tendenza ad un miglioramento del contesto di mercato. Sicuramente, se la gara FUI si fosse tenuta lo scorso anno, quando il prezzo del gas viaggiava su valori superiori ad 1 euro per metro cubo, staremmo commentando un esito decisamente diverso.

Lazio e Campania le regioni con gli spread più alti

Analizzando i dati delle singole aree territoriali, il giudizio sulla gara cambia.

Le condizioni economiche peggiorano, soprattutto nelle regioni meridionali, e ci sono evidenti differenze tra le regioni, a prima vista inspiegabili.

Gli spread peggiori si registrano in Lazio e Campania dove si assiste ad un raddoppio degli spread.

Limita i danni la Sicilia, che registra un moderato aumento di 8,26 €cent/smc, in linea con gli aumenti medi. La Sicilia può dunque tirare un sospiro di sollievo grazie all’offerta pervenuta da Enel Energia al secondo tentativo.

Il dato più sorprendente lo registriamo in Veneto e Trentino dove, senza una apparente motivazione, Hera Comm abbassa lo spread di 6 €cent/smc. Si passa dai 19,75 dell’edizione passata a 13,77 €cent/smc.

Come si spiegano tali differenze? Non dimentichiamo che alla gara non c’è stato un secondo offerente. I prezzi molto alti in alcune regioni esprimono il livello di interesse di un singolo operatore per un determinato territorio. Le distorsioni geografiche sono la conseguenza della scarsa partecipazione.

Così come i prezzi FUI sono molto diversi da regione a regione, allo stesso modo sono molto diverse le conseguenze di una mancata copertura contrattuale.

In alcuni casi un passo falso può comportare un incremento in spesa marginale, o in casi estremi un risparmio, come nel caso di Veneto e Trentino. Viceversa, nel Lazio e nella Campania, perdere la fornitura determina il raddoppio del costo del metro cubo.

Qual è l’impatto sulla bolletta del gas dei nuovi prezzi FUI? Come varia la spesa del gas naturale se rimango sprovvisto della copertura contrattuale?

La prossima settimana pubblicheremo la seconda parte del nostro approfondimento. Effettueremo un’analisi comparata dei prezzi della Convenzione Consip GN15 e GN15bis rispetto al FUI e forniremo elementi utili per stimare il costo della fornitura di gas naturale nel prossimo anno termico.

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