Nei CIG riconducibili agli operatori fuori Consip le incongruenze superano il 50%, contro circa il 23% degli altri operatori. Semplici errori dei RUP o una pratica per rendere meno riconoscibile la fornitura?
Quando una PA acquista energia fuori Consip, la verifica non si esaurisce nel prezzo o nella scelta del fornitore: anche oggetto, CPV e natura del contratto devono descrivere correttamente ciò che l’Ente sta acquistando.
La domanda per il RUP è concreta: se ANAC controllasse oggi il tuo affidamento, il CPV descriverebbe davvero ciò che il Comune sta comprando?
Per capire quanto sia diffuso il problema abbiamo analizzato oltre 73.000 CIG.
Il CPV è il codice europeo che descrive cosa sta comprando la PA. Se compro energia, il codice deve identificare quella fornitura: non una consulenza, non una gestione energetica, non un servizio di ingegneria.
Eppure, nei dati ANAC abbiamo trovato migliaia di CIG nei quali l’oggetto dice chiaramente “fornitura di energia elettrica” o “fornitura di gas naturale”, mentre il CPV identifica una prestazione diversa.
L’analisi dei CIG pubblicati da ANAC
L’indagine è stata condotta su 73.539 CIG estratti dal portale Open Data ANAC e riconducibili agli operatori economici inclusi nel perimetro dell’analisi.
Gli Open Data ANAC riproducono le informazioni comunicate dalle stazioni appaltanti in fase di acquisizione del CIG: oggetto, CPV e natura del contratto sono quindi i dati dichiarati dall’Ente.
Abbiamo considerato i CIG il cui oggetto permetteva di individuare con sufficiente certezza una fornitura di energia elettrica o gas; i casi non determinabili sono stati esclusi.
Definito l’oggetto, abbiamo verificato se il CPV fosse coerente con la fornitura e se il contratto fosse classificato come FORNITURE, anziché come SERVIZI o LAVORI.
Se per acquistare energia elettrica creo un CIG classificato come SERVIZI e con CPV “Servizi di ingegneria”, sto commettendo un errore che può espormi a responsabilità amministrative.
Per una fornitura di energia elettrica devo invece indicare la natura del contratto FORNITURE e un CPV coerente, ad esempio 09310000-5 – Elettricità. Analogamente, per una fornitura di gas naturale devo indicare FORNITURE e il CPV 09123000-7 – Gas naturale.
Quando il CPV non era indicato o risultava non disponibile, il CIG è stato conteggiato separatamente e non tra gli incongruenti.
Sono stati invece considerati incongruenti i CIG con CPV estraneo o solo apparentemente affine alla fornitura, quelli con gas ed energia elettrica invertiti e quelli in cui una vera fornitura è stata classificata come servizio, consulenza o gestione energetica.
La distinzione Consip/fuori Consip è stata attribuita a livello di operatore: nel secondo gruppo rientrano i venditori che, nel perimetro considerato, non risultano aggiudicatari di gare pubbliche per la fornitura di energia e i cui contratti con le PA sono quindi riconducibili ad affidamenti diretti.
Fuori Consip, oltre un CIG su due è incongruente
Il dato che emerge è impressionante. La tabella comprende 66.800 CIG relativi a energia elettrica e gas riconducibili agli operatori selezionati.

Il confronto è netto: tra gli operatori Consip i CIG incongruenti sono il 22,82%; tra gli operatori fuori Consip salgono al 51,31%. I CIG pienamente congruenti scendono invece dal 64,91% al 31,10%.
La seconda tabella distingue i tipi di errore, con percentuali sui soli CIG incongruenti di ciascun gruppo.
Nel complesso, l’errore più frequente consiste nell’aver classificato come SERVIZI una fornitura di energia elettrica o gas, pur indicando un CPV corretto. Questa tipologia pesa il 67,25% delle incongruenze Consip e il 19,14% di quelle fuori Consip: l’errore riguarda la natura della prestazione.
Molto più grave è il caso in cui il CPV descrive una prestazione completamente diversa, come “Servizi di gestione energia” o “Servizi energetici e affini”, mentre l’oggetto indica una fornitura. Un servizio accessorio non trasforma una fornitura in un appalto di servizi.
In assoluto, i casi più gravi sono quelli con CPV “Servizi di consulenza in efficienza energetica”: nel campione compaiono solo tra gli operatori fuori Consip e rappresentano il 3,01% dei CIG incongruenti di questo gruppo.

In generale, emerge che tra gli affidamenti fuori Consip l’incidenza delle gravi incongruenza nei CPV è doppia.
Il dato non dimostra da solo l’illegittimità del singolo contratto. Per un RUP è però un segnale da non sottovalutare: proprio negli affidamenti fuori Consip, dove è essenziale poter motivare ogni passaggio, l’errore nella classificazione è molto più frequente.
Perché i RUP sbagliano soprattutto quando acquistano fuori Consip?
Fretta, poca dimestichezza con il CPV, copia e incolla: tutto possibile. Ma se fossero solo errori casuali, perché l’incidenza e la gravità delle incongruenze raddoppia quando si analizzano CIG fuori Consip?
Questi contratti arrivano spesso negli uffici tramite broker, “consulenti gratuiti” o commerciali del fornitore, insieme a bozze di determina e indicazioni per acquisire il CIG. Il rischio è che il RUP utilizzi codici già predisposti senza verificarli fino in fondo.
Gli Open Data non dicono chi abbia suggerito il CPV, quindi non possiamo attribuirne la scelta al broker o al fornitore. Ma la ricorrenza degli stessi errori, spesso associati allo stesso operatore, difficilmente sembra una successione di sviste indipendenti.
Gli stessi CPV si ripetono centinaia di volte
Per alcuni venditori la stessa descrizione ricorre in decine o centinaia di CIG di amministrazioni diverse, fino a diventare il CPV prevalente.
Consulenza e gestione energia sono servizi diversi dalla semplice vendita di chilowattora o metri cubi di gas. Un servizio accessorio non trasforma una fornitura in un appalto di servizi.
Abbiamo trovato persino CIG con oggetto “fornitura di energia” e CPV riconducibili al Bill Audit. Il paradosso è evidente: vendo energia, emetto le fatture, ma nel CIG faccio risultare che quelle fatture le controllo.
Errore o tentativo di rendere meno riconoscibile la fornitura?
Il sospetto è inevitabile: classificare una fornitura come consulenza, gestione energia o servizio energetico può renderla meno riconoscibile nelle ricerche per CPV e nei controlli basati sulla categoria merceologica.
I dati non provano che il codice venga scelto con questa finalità. La ripetizione sistematica degli stessi CPV per CIG collegati allo stesso fornitore è però compatibile con l’uso di modelli standardizzati e merita un controllo specifico.
Cosa dice ANAC sui CPV errati
Nel Comunicato del Presidente del 9 maggio 2023, ANAC aveva già segnalato la frequenza degli errori nell’attribuzione dei CPV, richiamando le stazioni appaltanti alla coerenza tra il codice utilizzato e l’effettivo oggetto del contratto.
L’Autorità avverte che un codice incongruente può compromettere i principi di trasparenza, pubblicità e concorrenza e può tradursi nella comunicazione di “un’informazione non veritiera”, con possibili sanzioni per la stazione appaltante.
L’analisi dei CIG relativi agli affidamenti energetici consente ora di misurare quantitativamente la frequenza e la distribuzione di questo fenomeno all’interno di uno specifico mercato.
Un controllo semplice prima di acquisire il CIG
Prima di confermare il CIG il RUP dovrebbe chiedersi:
Sto comprando energia oppure sto comprando davvero una consulenza o un servizio di gestione energetica?
Se il Comune paga principalmente chilowattora o metri cubi di gas, sta acquistando una FORNITURA e il CPV deve descriverla. Se broker o commerciale consegnano una bozza già pronta, anche con il codice da utilizzare, il RUP deve comunque verificarla.
Perché, in caso di controllo, non sarà l’intermediario a dover spiegare ad ANAC perché una fornitura di energia è stata registrata come servizio di consulenza.
A quali fornitori sono associati i CIG con più incongruenze?
In questo articolo presentiamo soltanto i dati aggregati. Nell’Area Riservata pubblichiamo l’approfondimento per singolo operatore, con percentuali, CPV ricorrenti, criteri di analisi ed esempi concreti.